“Tra guerra e pace: le vette del Kashmir”. Il quarto convegno su una terra contesa ed i suoi profughi

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Grande partecipazione sabato alla quarta edizione del convegno dal titolo “Tra guerra e pace: le vette del Kashmir”.

L’associazione di Promozione Sociale “Migranti Solidali” di Caltanissetta, ha organizzato per il quarto anno consecutivo l’appuntamento dedicato alla memoria di Maqbool Butt, eroe e simbolo del Kashmir, ucciso 33 anni fa dalle autorità indiane poiché lottava per l’indipendenza del proprio Paese conteso tra India, Pakistan e Cina.

Come tutti gli anni, il dibattito è stato moderato dal presidente di “Migranti solidali” Toseef Ahmed Khan, il quale ha tradotto ai non italofoni i contenuti espressi dai relatori, i quali hanno voluto sottolineare l’importanza del ricordo e della sensibilizzazione verso una questione che purtroppo risulta ignorata dalla comunità internazionale.

Si ringraziano gli intervenuti per il loro fondamentale contributo: il viceprefetto aggiunto Dott. Barbaro, dopo aver portato i saluti del Prefetto Cucinotta, ha voluto esprimere il proprio sostegno al popolo kashmiri che ha il grande merito di credere fermamente in una lotta esclusivamente pacifica per ottenere la liberazione della propria terra, sottolineando l’importanza del ricordo di quanto sta accadendo oggi in quel Paese al fine di sostenere la causa dell’indipendenza. Padre Alessandro Giambra, presidente dell’associazione San Filippo Apostolo, ha voluto ricordare che Caltanissetta è città di accoglienza già da tempo immemorabile e che bisogna continuare sulla via dell’integrazione sociale: << Ogni volto è unico e irripetibile ma senza l’altro volto è come un puzzle che non si può completare; stiamo lavorando per un mondo in cui integrazione e solidarietà sociale possano regnare>>.

Lo storico Salvatore Falzone ha descritto l’importanza strategica del Kashmir e le motivazioni storiche ed economiche per cui il Paese è conteso tra Pakistan e India.

La dott.ssa Castiglione, con emozione, ha sostenuto l’idea che molte volte dire “NO” è la scelta più complicata, che in alcuni luoghi può anche costare la vita, ma a volte è necessario disobbedire per ottenere il cambiamento e andare oltre le logiche di potere.

Il dott. Santoro dell’associazione “I Girasoli” ha affermato con veemenza che è inesatto affermare che la questione del Kashmir è dimenticata in quanto è, piuttosto, ignorata per motivi meramente economici. Il mediatore culturale T.L. Kazo ha portato la propria testimonianza evidenziando le problematiche dell’Africa che costringono il popolo a mettere la propria vita a rischio per ottenere una sistemazione migliore, lontana da Paesi che sono democratici solo di facciata. In seguito, il richiedente asilo kashmiri R.M. ha testimoniato ciò che succede oggi in Kashmir. A concludere i lavori è’ stato il dott. Di Noto, il quale ha dimostrato massimo sostegno alla lotta per l’indipendenza, criticando il silenzio della comunità internazionale, in particolare quello delle Nazioni Unite.

Un ringraziamento speciale va al prof. Maritato, direttore della Casa delle Culture e del Volontariato, ove il convegno ha avuto luogo, che ha espresso grande disponibilità nei confronti degli immigrati presenti sul territorio nisseno ed ha aperto le porte a future iniziative e progetti insieme a loro.

La serata si è conclusa con la consueta degustazione di un piatto tipico asiatico, cucinato da alcuni ospiti del centro di accoglienza “Madre Speranza”.

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