Gregorio Geraci torna in Forza Italia. "Cammino non finisce con elezioni comunali"

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“Sono passati diversi mesi da quando proposi la mia candidatura a Sindaco di Caltanissetta, che resiste nonostante diversi annunci di qualcuno (possibile che incuta timori?), e nel frattempo alcuni cambiamenti importanti ci sono stati”. Lo afferma in una nota che pubblichiamo di seguito integralmente, l’architetto Gregorio Geraci, in passato coordinatore cittadino di Forza Italia e adesso in procinto di ritornare nel suo partito di provenienza.

“In primo luogo, i tentativi, riusciti o meno, delle cosiddette liste civiche di conquistare la “benedizione” dei partiti ufficiali e poi la divisione del Popolo della Libertà in NCD e Forza Italia.

Con la nascita (o meglio rinascita) di quest’ultima, la meta mi è parsa più chiara: anziché farmi traghettare da altri verso quella che è stata ed è tuttora casa mia, ci torno da solo per contribuire a ricostruirla su basi nuove e, spero, più solide.

Non posso non notare però che, in questa Provincia, dove il centro-destra è stato per anni dominato da padri-padroni in grado di lasciare solo terra bruciata intorno a sé, non si può parlare di “continuità” e nemmeno fare affidamento su strutture già esistenti ed in qualche modo consolidate.

Anzi, atteso che la nuova Forza Italia deriva dalla confluenza di esperienze e provenienze diverse, c’è tutto da costruire, tutto da inventare e, per di più, in un momento reso difficile dall’imminenza della tornata elettorale comunale. Inoltre, fino a ieri, nessuno poteva rivendicare il diritto di interpretare la volontà di tutto il Partito e, purtroppo, in molti hanno parlato anche lingue diverse.

Ora, però, c’è finalmente un drappello di poche persone alle quali è demandato il difficile compito di raccogliere le istanze di tutti per poi indicare una linea di condotta politica, formare le liste ed individuare un candidato Sindaco.

A loro per primi ed a tutti quelli che ci guardano con interesse, mi pare doveroso rassegnare alcune riflessioni che ritengo possano risultare utili.

Per prima cosa, bisognerà scoraggiare i tentativi di assalire la diligenza, per occuparne i posti in apparenza vacanti, che certamente ci saranno da parte di coloro che, folgorati sulla via di Damasco, si scopriranno “forzisti” dell’ultim’ora per utilizzare il Partito come un taxi che li traghetti in cariche istituzionali, ottenute le quali si dissolveranno: è già avvenuto in passato e gradirei che non avvenisse più.

Poi mi pare essenziale che Forza Italia esprima un candidato Sindaco di provata fede senza guardare altrove: non sarebbe certo segno di buona salute aspettare che qualcuno, dall’alto, ci cali messianicamente un nome, né sarebbe un buon esordio dover dichiarare, come altri partiti sembrano fare in questo momento, l’incapacità di trovare al proprio interno competenze, capacità ed esperienze che certo non mancano.

Ovviamente, il candidato deve dimostrare di conoscere il territorio, la stratificazione sociale ed il sistema produttivo, di volerne difendere gli assetti e gli interessi, di saper accogliere le istanze degli imprenditori e dei lavoratori e, inoltre, indicare un percorso amministrativo condiviso almeno all’interno del Partito per poi proporlo con chiarezza e capacità di comunicazione all’elettorato.

Infine, chiunque sia il candidato è bene sia chiaro fin d’ora che il cammino di Forza Italia non finisce con le elezioni comunali ma proprio da queste comincia: chi si propone ora dev’essere elemento aggregante e non divisivo delle varie componenti interne in vista di una composizione unitaria nella quale contino anche le idee e non solo l’aritmetica dei voti.

Ed allora vengano allo scoperto i pretendenti ai vari ruoli e si dia corso ad un confronto interno anche serrato, pur se da consumare in tempi molto rapidi: io ci sarò!”

(Gregorio Geraci)

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