Greggio in mare a Gela. "Allarme rientrato", la Raffineria "chiede scusa alla città".

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Non c’è superficialità dell’Eni nei confronti della città che ospita il Petrolchimico, Gela. Dopo la perdita all’impianto Topping 1, la Raffineria ha avviato due indagini, una interna e una esterna, per risalire con certezza alle cause che hanno determinato l’incidente, la perdita di una tonnellata di materiale, solo in parte greggio, nel fiume Gela e quindi in mare e su una parte del litorale. La seconda indagine per verificare la portata dei danni ambientali e l’efficacia della bonifica, a buon punto per quanto riguarda lo specchio d’acqua che è stato ripulito, e da proseguire nella parte di terra della spiaggia contaminata, ad una scarsa profondità.

Queste ed altre rassicurazioni, su quanto si sta facendo per bonificare e ripulire completamente l’area in cui si è verificata la perdita, sono arrivate direttamente dall’amministratore delegato della Raffineria di Gela Spa, Bernardo CAsa, che anche a nome dell’Eni, davanti le autorità civili, militari, delle forze dell’ordine e al prefetto Carmine Valente, nell’aula consiliare della città del Golfo,  ha spiegato che la società petrolifera intende provvedere in modo risoluto affinché altri incidenti non si verifichino più. “Preferiamo spendere i soldi, utilizzati adesso per rientrare dall’emergenza, per impiegarli in produzioni sempre più compatibili con lo sviluppo della città”.

Questo il senso delle parole di Casa, che ha annunciato che saranno i controlli dell’Arpa, al termine delle operazioni di bonifica, a sancire se l’allarme sarà completamente rientrato e l’ambiente circostante ripristinato.

Garanzie che hanno convinto il Prefetto Carmine VAlente, il quale ha chiesto che adesso rientrino anche i toni da emergenza che hanno caratterizzato la diffusione delle notizie inerenti l’incidente di lunedì scorso a Gela.

Molte associazioni ambientaliste, agenzie di stampa e media, hanno parlato di disastro ambientale e in tal senso si è espresso Giuseppe Lo Monaco del Movimento 5Petrolio in mare Gela Stelle in un post messo nel blog di Beppe Grillo, www.beppegrillo.it .

“Un disastro ambientale e nessuno ne parla”, afferma Lo Monaco nel post  recente. Tante foto circolate in questi giorni hanno fatto vedere uno specchio di mare completamente nero, schiuma giallastra, sabbia del litorale color cenere. In pochi giorni – è stato spiegato all’incontro del comune – la porzione di mare inquinato , antistante il litroale è stata circoscritta e con trattamenti divario tipo è stata depurata. L’incontro istituzionale a Gela, nell’aula consiliare, alla presenza anche el sindaco, del Prefetto, dei comandanti provinciali di Carabinieri e  Guardia di Finanza, della Polizia, ha aggiornato lo stato dell’arte, fortunatamente meno compromesso da quanto non fosse emerso dalle prime notizie. L’inquinamento è reversibile e la bonifica è a buon punto .

Oltre alla legittima paura dei cittadini e delle associazioni, anche il settore turistico balneare che va da Manfria a Gela, a Licata, passando per FAlconara e Marina di Butera, è stato in allarme per il rischio di perdere prenotazioni di turisti magari spaventati da tali notizie.

Anche in considerazione di ciò, alla luce dei dati portati dall’Eni sulla bonifica in corso,  è stato auspicato di rientrare dai toni allarmistici.

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