“Gran Galà”, sul palco del teatro Rosso di San Secondo complessi musicali degli anni ’60 e di oggi

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Complessi musicali degli anni Sessanta e di oggi saranno protagonisti di un insolito intrattenimento musicale sul palcoscenico del teatro Rosso di San Secondo sabato 9 giugno con inizio alle 20,30. Il “Gran Galà” (così è intitolata la serata) sarà presentato da Ivano Aquilina mentre la direzione artistica verrà curata da Mario Lombardo. Questa serata sarà la conclusione di un certosino e capillare lavoro di ricerca compiuto da Pompeo Aquilina, che di quegli anni fu protagonista musicale come componente di un complesso, e nella vita è stato direttore dell’Automobile Club.

Oggi in pensione, Aquilina ha ricostruito la storia e le cronache di quel tempo (tra la fine degli anni Cinquanta e i primi degli anni Settanta), ha rintracciato anche numerosi protagonisti che non vivono più a Caltanissetta, ha raccolto un numero imponente di vecchie fotografie, e ha messo insieme tutto in un libro/album – “Nissa Band Show” – che è stato appena licenziato dalla tipografia e sarà presentato nel corso della serata di sabato. “La mia – spiega Aquilina – è ovviamente un’operazione senza fini di lucro: ho voluto raccogliere e ordinare la memoria delle numerose iniziative musicali che fiorirono in quegli anni a Caltanissetta, e costituiscono un aspetto della storia della nostra città e della nostra comunità. La musica ha rappresentato un valore aggregante in quegli anni per molti giovani nisseni che la praticavano e per i numerosi nisseni che in vari luoghi la ascoltavano. in quegli anni.Sulla scia di quanto avveniva al Nord e nelle grandi città del nostro Paese, anche nella nostra città fi un fiorire di complessi costituiti da tre, o quattro, o cinque elementi. E nacquero in città anche numerosi locali dove si ascoltava musica e si ballava al suono dei nuovi ritmi, e si poteva consumare una bibita o una pizza.“Erano gli anni – aggiunge Aquilina – in cui la socializzazione tra i giovani avveniva in piazza, in parrocchia e per la maggior parte dei casi a scuola. Esprimevamo tutta la nostra creatività nell’arte, nello sport, nella musica; non esistevano i network e i talent show, e le foto non erano “selfie” da condividere in rete ma piccoli capolavori in bianco e nero da custodire gelosamente per la memoria del tempo. Si sentiva il piacere dello stare insieme si allestivano spettacoli di varia natura che offrivano ai giovani opportunità di cimentarsi nei ruoli di attori, musici, registi, presentatori, scenografi. Si organizzavano serate danzanti, uniche occasioni per stare qualche ora insieme alle ragazze ballando al suono dei nuovi ritmi e per gli appassionati, più o meno conoscitori del pentagramma, l’occasione per fare buona musica. Si respirava un grande fervore di iniziative e una grande gioia di vivere”.

Erano, insomma, anche qui – sotto il profilo musicale – i “mitici anni Sessanta”. Il libro/album di Pompeo Aquilina ricorda luoghi e cita nomi a corredo delle numerosissime fotografie. Alcuni dei protagonisti si sono trasferiti, in vari tempi, in altre città per lavoro o per studio; altri non ci sono più, “e il libro – dice Aquilina – è dedicato anche a quanti sono stati sottratti troppo presto all’affetto dei familiari e degli amici”. Per i lettori – aggiunge l’autore – “sarà un bel tuffo nel passato, ricco di nostalgia, di ricordi, di sogni di una stagione incancellabile dalla memoria”.

 

 

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