“Go” Muos. il Cga dà ragione al ministero della difesa. Ma i legali No Muos non si arrendono

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Per il Cga sono valide le autorizzazioni rilasciate a suo tempo per la realizzazione del Muos di Niscemi, l’impianto di comunicazione satellitare Usa, realizzato nella riserva Sughereta di Niscemi, a Caltanissetta.

A stabilirlo è il Consiglio di giustizia amministrativa della Sicilia, che ha accolto l’appello del ministero della Difesa, confermando un orientamento che era gia’ trapelato durante la sentenza parziale di settembre, anche se in quella occasione era stato richiesto dai giudici un supplemento di verifiche. La nuova perizia effettuata dal team di esperti, in cui si escludevano di fatto “effetti nocivi sulla salute dell’uomo” e che l’impianto “rispetta i limiti previsti dalla legge”, era stata depositata il 24 marzo scorso. Successivamente, il 14 aprile si e’ tenuta l’ultima udienza al Cga. E oggi, i giudici hanno dato ragione al ministero della Difesa – giudicando inammissibile l’appello incidentale richiesto da Legambiente – che molto probabilmente ora chiedera’ il dissequestro dell’opera.

Ma i legali del team No Muos non si arrendono e rinviano alla vicenda giudiziaria ancora aperta in sede penale.

“Come difensori dei cittadini niscemesi intervenienti nei procedimenti amministrativi relativi alla questione MUOS e quali legali dei comitati NO MUOS – scrivono gli avvocati Sebastiano Papandrea e Paola Ottaviano – apprendiamo oggi dell’accoglimento da parte del CGA dell’appello del ministero della difesa e dell’inammissibilità dell’appello incidentale di Legambiente. Riservandoci di esporre considerazioni più articolate dopo aver letto in modo approfondito la sentenza definitiva, al momento ci limitiamo a non ritenere condivisibile l’inammissibilità dell’appello incidentale di Legambiente relativo al vincolo di inedificabilità assoluta”.

“Quello che però ci preme sottolineare è che il Giudice Amministrativo non entra nel merito della questione, lasciandola del tutto aperta e quindi da affrontare in sede penale nel processo che si aprirà il 20 maggio a Caltagirone. Dissentiamo totalmente inoltre dalla considerazioni relative alla correttezza del modus operandi dei verificatori e dall’accoglimento da parte del CGA delle loro conclusioni, ribadendo tutte le opposizioni sollevate in sede di procedimento, e ritenendo assolutamente scorretta l’interpretazione del CGA del principio di precauzione. La sentenza definitiva riprende interamente la sentenza parziale emessa il 3 settembre 2015, avverso la quale è stato comunque presentato ricorso per revocazione e del quale attendiamo la trattazione. Noi, insieme a tutte le altre parti che si oppongono al MUOS continueremo questa battaglia in tutte le sedi, compresa quella penale, in quanto l’illegittimità e l’abusività di quest’opera , oltre che la sua pericolosità sono certe, come abbiamo più volte dimostrato”.

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