Gli studenti del Liceo francese di Firenze a Caltanissetta per visitare il cimitero dei Carusi. Chi li ha accolti ha dovuto pulire il cimitero. Le foto

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È cominciata il 7 ottobre la visita alla “Strada degli scrittori” del Centro Sicilia, scelta come meta della programmata visita didattica da parte del Liceo Francese “V. Hugo” di Firenze. Abbiamo chiesto ai rappresentanti del Parco Letterario Pier Maria Rosso di San Secondo, organizzatori del “tour”, di dirci qualcosa di più rispetto allo scarno comunicato ufficiale.

Il Cimitero dei Carusi

Ad accompagnare i curiosissimi ragazzi, la Presidente del Parco Letterario Pier Maria Rosso di San Secondo e della Dante Alighieri provinciale, Maria Luisa Sedita; Marina Castiglione, Professore di Linguistica italiana, Università di Palermo; Enrico Curcuruto, docente presso il Liceo scientifico-tecnologico “S. Mottura”; Federica Cataldo, Dottoressa in Italianistica.

In programma, ovviamente commisurato al tempo disponibile, oltre alla visita ad alcuni monumenti della città e al Museo mineralogico e della zolfara S.Mottura, la visita al cimitero dei Carusi che molti nisseni sconoscevano prima della visita, avvenuta nel settembre del 2015, del Presidente della Repubblica Sergio Mattarella.

In una città che per oltre un secolo ha mangiato pane e zolfo, non si poteva certo prescindere da una visita al Cimitero dei Carusi che ricorda la tragedia avvenuta il 12 novembre 1881 in seguito all’incendio provocato da uno scoppio di grisou, complice la fiamma di una lampada ad acetilene. In quella occasione morirono 81 minatori di cui 19 erano bambini dai 6 ai 14 anni, appunto, “carusi”.

I ragazzi del Liceo francese di Firenze

“Un paio di giorni prima  della visita programmata e concordata con l’Assessore – ci dice la prof.ssa Marina Castiglione – abbiamo saputo che non sarebbe stato possibile provvedere allo scerbamento del Cimitero. L’alternativa era quella di rinunciare alla tappa della Valle delle miniere per evitare di accogliere i giovani turisti in un luogo sacro in uno stato di abbandono. Abbiamo deciso di dedicare qualche ora della nostra domenica a sistemare e non far perdere un’occasione di valorizzazione di un nostro unicum patrimoniale identitario”.

La prof. Marisa Sedita con i ragazzi

“Dispiace – continua la Presidente, prof.ssa Sedita – che l’Amministrazione non sia stata presente sotto nessuna forma pubblica, sebbene nello stesso giorno accogliesse altri studenti presso il Palazzo comunale.

Seconda tappa di questo mini tour, la Biblioteca L. Scarabelli che fu l’ex Liceo frequentato da Pier Maria Rosso di San Secondo. Molto disponibili gli impiegati che avevano avuto l’incarico di regalare dei libri: studenti e docenti sono rimasti impressionati dalla ricca produzione del drammaturgo nisseno. Nei giorni in cui si parla di contributi culturali, di indotto economico, di protagonismo cittadino, ci sembra di cogliere molta nebulosità nella visione complessiva di una valorizzazione identitaria. Da persone che amano e si nutrono della bellezza del proprio territorio, che è un “tesoro” in maniera non occasionale, continueremo a dare il nostro contributo per ciò che sarà possibile”.

“Il turismo scolastico è senz’altro un obiettivo alla portata cittadina – continua la prof.ssa

La prof.ssa Marina Castiglione

Castiglione – a patto di individuare luoghi evocativi, che perimetrino un immaginario da raccontare, e di mettere a sistema cultura, arte, paesaggio e specificità gastronomiche. In questo caso la messa in rete di Caltanissetta, Racalmuto, Favara, Agrigento e Porto Empedocle è stata attrattiva rispetto ad una realtà scolastica molto lontana e abituata ad altro genere di bellezze.”

Adesso, anche noi vogliamo fare un paio di considerazioni. La prima è che la manutenzione del  Cimitero dei Carusi, per quel poco che è richiesto, in una città in cui si sente ancora l’odore dello zolfo, è un dovere.

La seconda è più triste perché parla di una tendenza ad apparire piuttosto che a fare. Non vogliamo lanciare alcun “j’accuse” ma non possiamo neanche non pensare alla succitata visita del Presidente Mattarella. In quella occasione, giustamente, fu fatta una pulizia straordinaria del Cimitero, furono tolte le erbacce, vennero potate le piante, vennero messe a dimora alcune piantine e furono fatti i rappezzi alla strada che il Presidente avrebbe percorso. Mancava soltanto che fosse spruzzato nell’aria un po’ di profumo. Tuttavia non riusciamo a non domandarci perché tutte le Amministrazioni lascino poi nell’abbandono tutto ciò che in precedenza, quale che ne sia stato il motivo, si era “amorevolmente” fatto.

Essere eroi per un giorno è facile, ma importante e difficile è esserlo sempre.

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