Gli auguri motivati. "Spread e cultura rurale".

733

Spread NataleCaltanissetta 13.12.2012

Spread e cultura rurale

Penso sia giunta l’ora di comprendere la etimologia della parola “spread”, atteso che è avviato a diventare l’icona di una “perdita esistenziale”. Qualcuno dice che è solo un imbroglio, molti dicono che è un indicatore importante, altri che è essenziale, ma ormai appare a tutti come un importante imbroglio, coniato da un banchiere.

Se consulti il vocabolario trovi che si tratta di qualcosa che si diffonde in tutte le direzioni, come una esplosione che viene alla luce, cioè che si rende visibile nella realtà celata, come un orribile traguardo che compare alla vista di noi tutti mentre gli corriamo incontro.

Ma è solo una luce che illumina negatività, ci denuda e mostra impietosamente tutti gli errori commessi ingenuamente agli occhi di chi ci aspettava dietro l’angolo, ma non per dirci “te l’avevo detto” anzi per dirci “ora che sei arrivato cerca di comprendere che non puoi andare né indietro né avanti, devi solo abbandonare le tue abitudini e lavorare anche per noi, atteso che hai vissuto di acconti superiori di quelli che ti potevi permettere“.

Un po’ come tutte le trappole che siamo ormai abituati a gestire con contratti telefonici, origine di una new – economy, già resa opprimente dal puzzo della sua degenerazione precoce.

Ma un’altra esplosione di cultura ha dato stasera un ben assestato colpo di spugna a queste immagini cancerogene nella gelida galleria di Palazzo Moncada. Una ventata di cultura calda – eufemismo voluto – ci è stata confezionata dal caro Giuseppe Giugno architetto, come regalo natalizio alla Città.

La nostra storia vera è apparsa così dalla oscurità medievale e dalla oscurità dell’attuale e nuovo Medio Evo, attraverso mirate relazioni di giovani, che hanno così potuto mostrare finalmente il loro amore per questa città, fondata sull’economia agricola ed assunta precocemente, quasi come esperimento urbanistico ma anche sociale, a valori Rinascimentali per precisa volontà di un Vicerè nato a Collesano ma inzuppato di una strategica cultura Europea.

Mi riferisco ad un evento, di natura storica, cui abbiamo avuto la fortuna di assistere, rappresentato alla fine da una stretta di mano tra Palazzo del Carmine e Palazzo Moncada (al secolo Andrea Milazzo e Giuseppe Giugno architetti) che sicuramente darà buoni frutti alla nostra comunità con il sostegno dei beni culturali ( al secolo l’architetto Vullo degna figlia di chi ha assistito la Provincia in un cammino di difficile civilizzazione nel dopo guerra.

Stretta di mano sobria ma fortunatamente lontanissima da apparati politici in tutt’altre faccende affaccendati, quasi a sottolineare che a loro della storia passata presente e futura non interessa nulla. Poco male.

Stretta di mano che invita anche ad un riesame attento a partire dal nostro Centro Storico, fino al “contado“, da sempre vero erede e padrone di una zona rurale derivata da un Feudalesimo che a Caltanissetta, città morbida, non ha mai mostrato fino in fondo il suo volto bruto.

Ciò perché tutti dobbiamo riportarci nelle pianificazioni alle origini economiche legate alla agricoltura da un feudalesimo – da cui la definizione territoriale Feudo – che in altre occasioni abbiamo avuto modo di rivalutare a fronte di una errata smembratura (piccola proprietà contadina), superata in embrione dalla attrazione Europea, legata ad uno strano urbanesimo allargato.

Forse ci ha sempre spinto alla fuga una carenza di orgoglio, forse un forte desiderio di uscire dall’isolamento, forse di una immagine più verde dell’erba del vicino, ma sta di fatto che ci siamo dimenticati che inversamente il vicerè Moncada aveva “visto” fin dai primi del ‘600 questa Città proiettata nel futuro a partire dal centro di una Sicilia Mediterranea.

Sarà perché gli è però mancato il tempo di completare la sua opera costruttiva, così come quella formativa, cui si sarebbe verosimilmente ispirato dopo Federico II, però indotto a soffermarsi sulla valorizzazione della linea costiera, per cui questa Città dell’interno da allora è stata lasciata ad un suo destino agricolo sempre più povero, che lo Spread oggi paradossalmente illumina negli aspetti di una compatibilità verso la modernità più matura e profonda. Approfittiamone !

Buon Natale Ing. Giorgio Bongiorno

Commenta su Facebook