Gli architetti di Caltanissetta: “I Bandi tipo aprono il mercato dei lavori pubblici agli studi professionali medio-piccoli”

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I bandi tipo per l’affidamento  dei Servizi di Architettura e Ingegneria varati dalla Regione Siciliana sono importanti perché aprono il mercato dei lavori pubblici e rilanciano la centralità del progetto nel processo di esecuzione delle opere pubbliche. Sono queste le posizioni espresse dal Presidente dell’Ordine degli Architetti di Caltanissetta Paolo Lo Iacono, in merito al decreto con il quale , lo scorso 5 dicembre , l’Assessore Regionale alle Infrastrutture Falcone ha dotato le stazioni appaltanti di regole chiare e trasparenti per l’affidamento di servizi di architettura e ingegneria ai liberi professionisti.

Finalmente viene sancito il principio, afferma Lo Iacono,  che per partecipare ad un concorso di progettazione di opere di qualsiasi importo (anche sopra la soglia comunitaria), i liberi professionistinon devono più dimostrare il possesso dei requisiti  economico-finanziari come il fatturato o il numero di dipendenti della struttura professionale; requisiti che possono essere dimostrati, a valle della procedura concorsuale, nel momento dell’affidamento della progettazione esecutiva,attraverso la costituzione di un raggruppamento di professionisti. Tutto ciò, restituisce potere contrattuale ai giovani talenti ed ai professionisti meno giovani che sono in grado di produrre progetti di qualità, anche se non hanno avuto la fortuna di lavorare negli ultimi anni  e di produrre conseguentemente fatturati notevoli. In tutti i bandi tipo allegati al decreto, entro i limiti imposti dal codice vigente, viene sconsigliato il ricorso a requisiti che riducono la concorrenza, privilegiando la qualità delle prestazioni professionali.

Peraltro, l’iniziativa della Regione Siciliana, che ci auguriamo possa essere ripresa da altre regioni, conclude Lo Iacono, segna una inversione di tendenza rispetto alle politiche votate alla costituzione di strutture centrali  presso la pubblica amministrazione, che rischiano di statalizzare la progettazione delle opere pubbliche, sottraendola al libero mercato e privandola delle garanzie di qualità assicurate dalla concorrenza.

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