Giustizia riparativa, siglata convenzione: “Per una pena che abbia finalità rieducative”

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E’ stata siglata giovedì 9 agosto la convenzione tra Comune di Caltanissetta, Casa circondariale di Caltanissetta e Ufficio esecuzione penale esterna (Uepe), per l’impiego di cittadini detenuti o in fase di esecuzione alternativa delle pene, in attività di pubblica utilità. A siglare la convenzione sono stati il sindaco, Giovanni Ruvolo, il direttore della Casa circondariale di Caltanissetta, Francesca Fioria, il direttore dell’ufficio esecuzione penale esterna di Caltanissetta ed Enna, Rosanna Provenzano. Presente al tavolo Beatrice Sciarrone, responsabile area trattamento della Casa circondariale di Caltanissetta. La convenzione è finalizzata al reinserimento sociale di persone in esecuzione di pena attraverso attività di volontariato. “Rappresenta il punto d’incontro tra istituzioni diverse su un elemento condiviso: il rispetto della dignità persona. La pena deve avere finalità rieducativa e dare occasioni di riabilitazione”, ha detto il sindaco, Giovanni Ruvolo.

Per il direttore della Casa circondariale nissena, Francesca Fioria, “quella di oggi è una tappa importante di un percorso che ha visto la Casa circondariale aprirsi all’esterno, facendo collaborare i detenuti in servizi di pubblica utilità”. “Non basta far uscire il detenuto all’esterno per affermare che sono rispettati i principi di rieducazione della pena – ha spiegato Fioria – è necessario che vi sia una maturazione. Per questo è importante che il primo cittadino firmi questa convenzione, perché fornisce un esempio sul fatto che la società può aprirsi al carcere”.

Rosanna Provenzano, direttore Ufficio esecuzione penale esterna (Uepe di Caltanissetta ed Enna) presiede le procedure riguardanti le misure alternative alla detenzione. “Sono in atto più di 80 convenzioni e questa con il Comune è molto importante – ha spiegato -. C’è un passaggio culturale che ci porta dentro il paradigma della giustizia riparativa. In Italia ci sono 50 mila persone che usufruiscono della pena alternativa, noi seguiamo gli aspetti di riabilitazione e inclusione sociale”. I lavori di pubblica utilità possono consistere nella cura di aiuole e giardini pubblici, nella cura del cimitero e vengono svolti a titolo di volontariato. Gli interventi saranno definiti anche con le parrocchie ed i comitati di quartiere. “Sostenere la dignità di ogni singola persona, al di là dell’esperienza che essa attraversa in un determinato momento, rappresenta l’opportunità per il detenuto di sentirsi parte di una comunità nei luoghi in cui essa vive”, ha aggiunto il sindaco.

La convenzione ha la finalità di promuovere azioni di sensibilizzazione sul reinserimento di persone in esecuzione penale; promuovere attività riparative; favorire una rete che accolga i soggetti in esecuzione di pena.

L’Istituto penitenziario e l’Uepe segnaleranno i nominativi dei soggetti con le indicazioni relative al tempo che possono dedicare all’attività e la qualifica. Parteciperanno inoltre alle verifiche periodiche sull’inserimento. Il Comune si impegna a individuare gli ambiti di impiego, assumere l’onere dell’assicurazione, individuare un referente che affianchi la persona nel suo inserimento, comunicare all’Uepe e alla Casa circondariale le presenze mensili, rilasciare un attestato a fine attività.

nella foto da sinistra: Giovanni Ruvolo, Francesca Fioria, Rosanna Provenzano, Beatrice Sciarrone.

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