Giustizia, Asaro (ANM). "Falsità contro i magistrati danneggiano la Costituzione"

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Si è tenuta sabato mattina, alla presenza dei rappresentanti della società civile e di tante scuole, la giornata della Giustizia, organizzata dall’associazione Nazionale Magistrati di Caltanissetta. Una giornata per sfatare alcuni falsi miti ad esempio sulla produttività dei magistrati, che a fronte del più alto numero di procedimenti in Europa, è la più alta per il numero di quelli definiti in un anno.
IMG_8621Una legge sull’auto riciclaggio, sulla prescrizione per far durare i processi quanto basta per arrivare a giudizio, un sostegno agli organici di magistrati e soprattutto di amministrativi. Questi, invece, i problemi e le carenze segnalate dal presidente dell’ANM, Fernando Asaro, procuratore aggiunto in corte d’Appello a Caltanissetta.
Nella “giornata della giustizia” sono intervenuti anche il Prof. Giuseppe Di Chiara, docente di Procedura Penale all’Università di Palermo e Preside della Facoltà di Giurisprudenza presso l’Università Kore di Enna, che ha fatto ascoltare un celebre brano di Piero Calamandrei agli studenti dell’università di Milano dal titolo “La libertà è come l’aria”;. Calamandrei, fiorentino, uno dei padri della Costituente e co-autore del codice di procedura civile tutt’oggi in parte in vigore. A seguire gli studenti di tre istituti hanno ascoltato un intervento del Prof. Antonio Ruggeri, ordinario di Diritto Costituzionale all’Università di Messina, sulla tutela giurisdizionale dei diritti fondamentali.
Abbiamo chiesto al presidente dell’Anm di Caltanissetta, Fernando Asaro, Sostituto Procuratore presso la Corte d’Appello, quale messaggio verso l’esterno intende veicolare l’ANM con la giornata della giustizia.IMG_8622
“Vuole informare – spiega Asaro – contro la disinformazione e le falsità spesso dette anche attraverso gli organi di stampa, la televisione, da coloro che fanno parte delle Istituzioni. Falsità e disinformazione che colpiscono il nostro servizio e la nostra attività che rende invece un servizio alla Costituzione. Quindi serve informare sulle falsità che vengono dette sui magistrati fannulloni, o contro chi dice che da adesso anche i magistrati che sbagliano pagano. Perchè noi, a livello europeo, siamo tra i primi in grado di sostenere il carico di giustizia, i primi in Europa, e siamo tra coloro che già da oggi, senza nessuna riforma, quando sbagliamo paghiamo in sede penale e disciplinare”.
“In tal senso – prosegue il magistrato – il Csm produce molto più di altre istituzioni europee e anche di altre categorie. Le sanzioni disciplinari del Csm nei confronti dei magistrati sono di gran lunga superiori a qualunque altra categoria. Il ‘chi sbaglia paga’ non vale per noi, ma dovrebbe valere per quelli che pur sbagliando non pagano mai”.
IMG_8623Abbiamo chiesto al presidente dell’ANM nissena quale “servizio Giustizia” oggi ricevono i cittadini del nostro territorio e in relazione alla qualità, oltreché alla quantità, quale è “la giustizia percepita”.
“Il servizio giustizia è penalizzato da carenze che non sono dei magistrati ma dello Stato, del legislatore”, afferma il Sostituto Procuratore della Corte d’Appello nissena.
“La magistratura da anni chiede interventi che riguardano non solo la prescrizione per far durare il processo il più possibile. Ma anche la carenza di organico dei magistrati e la carenza del personale amministrativo. Ci era stato promesso un intervento serio per il personale amministrativo, ma il 2015 è già cominciato e non abbiamo alcun provvedimento che porti personale amministrativo nelle nostre aule a sostenere il nostro lavoro. Queste sono le carenze”.
“E le carenze – conclude Asaro – sono ancor di più quando si vuole penalizzare un distretto di Corte d’Appllo come Caltanissetta, pensando che questo Distretto possa essere soppresso così, con una certa facilità, dimenticando che questo Distretto opera in una realtà ad alta densità mafiosa, una realtà in cui sarebbe una resa dello Stato non mantenere la Corte d’Appello”.
“Il servizio giustizia percepito non dipende solo da noi. Però vogliamo dire con forza che facciamo tutti parte della grande famiglia dei servitori dello Stato”.

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