Giustizia. Presidenti ANM siciliane a Caltanissetta. "Tagli appaiono arretramento dello Stato".

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ANM presidenti giunte SiciliaSi è tenuta giovedì pomeriggio l’assemblea di tutte le giunte distrettuali dell’Associazione Nazionale Magistrati della Sicilia per discutere del piano di riorganizzazione degli organici predisposto dal ministero che comporterà il taglio di 60 unità nell’Isola tra magistrati di tribunale e di procura. Oltre ai tanti magistrati del distretto di Caltanissetta e al presidente dell’Anm nissena Giovanbattista Tona, erano presenti Andrea Genna, Anm di Palermo, Pasquale Pacifico di Catania, Marina Moleti di Messina. Nel distretto giudiziario di Caltanissetta i tagli sarebbero di 6 unità di giudici in meno per il tribunale e 2 per la procura, altrettanti a Enna mentre di 3 giudizi di tribunale e 1 in procura a Gela. In quest’ultimo caso con l’ulteriore paradosso di aver ampliato le competenze includendo il territorio di Niscemi ma prevedendo al contempo una diminuzione anziché il potenziamento. La riunione ha stabilito i punti della proposta da contestare, come le modalità di calcolo che non includono i procedimenti contro ignoti, numerosissimi in terra di mafia, o la particolarità di territori ad alta densità criminale.  “Non c’è in aria uno sciopero, ma l’esigenza che si parli di una scelta molto grave per le strutture giudiziarie siciliane – ha detto il giudice Giovanbattista tona – Vogliamo che si parli di questa questione non come un problema di meri numeri ma della complessità di procedimenti che in questi territori hanno una specificità tale che richiedono l’impegno di tanto personale”. “Riteniamo che sul piano simbolico il taglio di 70 magistrati in Sicilia possa essere inteso come un arretramento proprio lì dove dei risultati si stavano iniziando a registrare ed erano importanti”.

Giovanbattista Tona e Pacifico“Questa proposta di riduzione – ha spiegato il Procuratore Generale Roberto Scarpinato –  non è stata preceduta da consultazioni con i magistrati delle varie sedi e ci sono dati che il ministero ignora e che noi abbiamo chiarito in un documento elaborato dal consiglio giudiziario di Caltanissetta, che è l’ organo rappresentativo di tutti i magistrati del distretto. Realtà come la nostra, Caltanissetta e Gela, sono completamente diverse da uffici del nord, perchè la densità criminale e il carattere strutturale non sono paragonabili ad altri territori. Una mafia stacanovista nella  produzione di crimini in maniera seriale che richiedono indagini complesse e non sono paragonabili ai crimini ordinari. Purtroppo i magistrati non lavorano solo sulla base delle denunce ma c’è una parte di illegalità che non arriva a Palazzo di Giustizia come estorsioni e usura e il magistrato deve svolgere un’attività investigativa per andare a cercare queste realtà e questo richiede grande lavoro”, ha spiegato Scarpinato in riferimento al parametro adottato dal Ministero per calcolare il numero di magistrati da assegnare, da mettere in relazione al numero di denunce presentate. “Bisogna tenere conto che nell’elaborare le Salvatore CArdinale e Roberto Scarpinatonecessità di organico non sono stati presi in considerazione i reati contro ignoti. Se consideriamo che tutti i procedimenti di mafia come le stragi sono contro ignoti, come lo sono i reati ambientali di Gela, comprendiamo che ci sono criteri che devono essere rivisti. Non siamo contrari a riorganizzazioni di organico ma ne dobbiamo discutere con calma”.

Rispondendo alla domanda se lo sciopero sia l’unica via per farsi ascoltare dal Ministero che non ha risposto alle sollecitazioni arrivate dalla Sicilia in occasione dell’inaugurazione dell’anno giudiziario, Scarpinato ha risposto così: “Bisogna tener conto che il ministero ha fatto una proposta chiedendo al CSM di fornire un parere e il CSM ha chiesto ai consigli giudiziari di esprimere a propria volta i pareri, quindi ci deve essere un ritorno di questi pareri al ministero che potrebbe farsene carico e soprassedere. Quindi dobbiamo aspettare questa fase per, eventualmente, prospettare azioni più incisive”.

Magistrati in aulaSe il governo andasse avanti per la sua strada e rimane sordo a qualsiasi rilievo o suggerimento, insomma, lo sciopero non sarebbe più un tabù per i magistrati siciliani.

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