Giustizia in affanno. Aumentano le pendenze, diminuiscono i procedimenti. “Dati coerenti con le scoperture in organico”

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IMG_4548“I procedimenti penali relativi a indagati noti nell’anno di riferimento sono stati complessivamente 11.895 a fronte dei 13.489 dell’anno precedente, con una diminuzione dell’11,8%. Quelli iscritti a carico di ignoti sono stati 8.053 a fronte degli 8.770 dell’anno precedente, con un decremento dell’8% dei procedimenti”.

Questi i numeri sciorinati ieri nel corso dell’inaugurazione dell’anno giudiziario dal presidente della corte d’appello vicario Maria Giovanna Romeo. Numeri che testimoniano un decremento di procedimenti penali che si rileva anche nelle indagini di mafia.

Mafia -9% di iscrizioni

“Può ritenersi che il decremento delle iscrizioni per reati di mafia e per omicidi riconducibili alle associazioni mafiose possa essere spiegato come frutto, da una parte, del sempre maggiore impegno di forze dell’ordine e magistratura e, dall’altra, del proseguire della strategia dell’inabissamento inaugurata dall’ormai defunto Bernardo Provenzano”.

Per la cerimonia sono arrivati da Roma Paola Piraccini, Segretario Generale del C.S.M., e Raffaele Piccirillo, Direttore Generale della Giustizia penale del Ministero della Giustizia. Una cerimonia sottotono rispetto agli altri anni, con numerose sedie vuote anche tra le poltrone riservate alle autorità.

Il Governo regionale era presente con gli assessori Gianluca Miccichè e Luisa Lantieri, la rappresentanza parlamentare con il solo Alessandro Pagano. Il Comune di Caltanissetta con il vicesindaco Vito Margherita e la Curia con il Vescovo Russotto.

Aumentano pressoché in tutte le giurisdizioni ed i distretti le cause pendenti e l’arretrato. In corte d’appello come nella sezione lavoro, nel civile come nel penale. “Percentuali coerenti con il tasso di scopertura dei posti in organico nel periodo” mette nero su bianco il presidente della corte d’appello.

Corruzione

Le iscrizioni per reati contro la Pubblica Amministrazione sono state 850 con una diminuzione

del 10% rispetto all’anno precedente. Di questi 9 procedimenti per corruzione, 2 per concussione; 26 per peculato. Ma al netto dei numeri, la situazione, per come viene dipinta nella relazione, è molto preoccupante. Ecco cosa ha detto il presidente Romeo.

“La permanenza del fenomeno è favorita dall’abbattimento di regole morali in coloro che esercitano pubbliche funzioni e nei corruttori, l’assenza del senso del limite, l’indifferenza o la distrazione di

vari strati della società civile verso i casi di corruzione e di abuso dei pubblici poteri conosciuti o denunciati, l’incapacità della classe politica di selezionare una schiera di amministratori che si prefiggano unicamente il bene collettivo e non siano spinti esclusivamente dalla ricerca del tornaconto personale”.

Difficoltà di accesso alla giustizia e gratuito patrocinio.

In un anno lo Stato ha pagato spese legali per 4 milioni e mezzo di euro (per la precisione € 4.429.540,32) di cui oltre 3 milioni di euro (€ 3.160.551,12) per il settore penale e oltre 1,2 milione di euro (€ 1.268.989,20) per quello civile.

Furti

I procedimenti penali per furto sono diminuiti del 42%. Erano 6.089 nell’anno precedente, adesso sono 3.539 e di questi il maggior numero, 2.767 è contro ignoti.

Sono diminuiti i furti in abitazione, passati da1.439 a 1.140

Droga

Aumentano i reati e quindi i procedimenti penali per stupefacenti. 427 quelli dell’anno in esame, con un aumento del 58% rispetto al precedente.

La Corte denuncia come “preoccupante l’aumento delle denunce relative a minorenni, passate

da 80 a 148 (+ 85%)”.

Minori

Rimane alto il numero di minori extracomunitari che, dopo un periodo di permanenza temporanea, fuggono dai centri in cui sono ospitati, rendendosi irreperibili. Si tratta di 79 minorenni desaparecidos, forse entrati nei circuiti di sfruttamento, mafie o prostituzione.

Sezione Civile – Corte d’Appello

Aumenta la durata dei processi, diminuisce il numero di sentenze nonostante una contrazione dei procedimenti iscritti.

“I procedimenti civili iscritti sono stati 1.448 (n. 1.530 nell’anno precedente) con una contrazione pari al 5%. Definiti 1.345 affari (erano 2.354 nell’anno precedente), con una riduzione pari al 43%. Le cause pendenti sono aumentate da 3.716 a 3.857 (+4%). Le sentenze pubblicate sono state 647, in diminuzione del 44%. Il tasso di smaltimento è stato del 25% (39% dell’anno precedente). L’indice di ricambio è stato pari al 89% (154% nell’anno precedente). La durata media dei procedimenti è aumentata a 934 giorni (889 giorni nell’anno precedente)”.

Sezione Lavoro

Stesso numero di procedimenti iscritti (390 contro i 389 dello scorso anno) ma dimezzati del 50% quelli definiti.

I procedimenti definiti sono stati complessivamente 457 contro i 900 nell’anno precedente.

In questo settore la durata media dei processi è passata da 1.010 a 1.127 giorni.

“Le negative performance – spiega il presidente della corte d’appello – sono da

ascrivere in particolare alla prolungata scopertura di oltre un anno di uno dei due posti di consigliere” e ad applicazione dei giudici ad altre sezioni.

Il Processo Civile in primo grado

Numeri da capogiro per le controversie in ambito civile. Le iscrizioni sono state 18.495 aumentato del 12% rispetto a quello registrato nell’anno precedente (erano 16.541).

Ci vogliono nove anni in media per ottenere un giudizio in materia di esecuzioni immobiliari.

Sono stati definiti 15 mila e 510 processi (n.16.894 nell’anno precedente), con un decremento percentuale dell’8%.

Enorme il numero dei processi pendenti, oltre 27 mila. Sono invece 3 mila 143 le sentenze pubblicate, in diminuzione del 5%.

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