Il giudice che capì la sfida della mafia. Venerdì la commemorazione di Gaetano Costa

L’A.N.M. di Caltanissetta, al fine di commemorare il magistrato Gaetano Costa, già Procuratore Capo a Caltanissetta, ucciso a Palermo il 6 agosto 1980, organizza una cerimonia in data 5 agosto alle ore 12,00 cui sarà presente l’ avv. Michele Costa per il ricordo dell’impegno del padre in ambito giurisdizionale.

Nel corso di tale incontro ci sarà un momento di preghiera durante il quale sarà deposta una corona di fiori all’ingresso dell’aula di udienza della Corte di Appello intestata al magistrato.

Il Presidente della Corte ha disposto la sospensione delle eventuali udienze dalle ore 12.00 alle ore 13,00 per consentire la partecipazione di Magistrati, Avvocati e personale amministrativo.

Quando ancora in Sicilia in tanti negavano l’esistenza stessa della Mafia quale organizzazione complessa con una precisa gerarchia funzionale, il giudice Gaetano Costa, magistrato nato a Caltanissetta e ucciso a Palermo quando era procuratore capo, era tra i primi ad aver intuito che la mafia aveva subito una radicale mutazione e che si era annidata nei gangli vitali della pubblica amministrazione controllandone gli appalti, le assunzioni e la gestione in genere.

Gaetano Costa fu anche partigiano, quando da ufficiale dell’aviazione si unì alla resistenza in Val di Susa. Quando arrivò a Palermo venne osteggiato e isolato. “Vengo, disse in un ambiente dove non conosco nessuno, sono distratto e poco fisionomista. Sono circostanze che provocheranno equivoci. In questa situazione è inevitabile che il mio inserimento provocherà anche dei fenomeni di rigetto. Se la discussione però si sviluppa senza riserve mentali, per quanto vivace, polemica e stimolante, non ci priverà di una sostanziale serenità”. Così non fu e il rigetto sembrò destinato a permanere nella magistratura e nell’avvocatura del Palazzo di giustizia di Palermo. E non lontano dal Tribunale, in via Cavour, il giudice Costa venne ucciso, rimanendo dissanguato nel marciapiede.

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