"Giù le mani dal Dubini". Per la prima volta insieme partiti, movimenti e associazioni. Domenica sit in

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Parco Dubini dall'AltoSi intitola “GIU’ LE MANI DAL PARCO DUBINI”, il documento che riceviamo e pubblichiamo da un nutrito numero di movimenti, associazioni, partiti e cittadini sulla vicenda del Parco Dubini.

“Negli anni trascorsi, è stato più volte denunciato lo stato di grave degrado ed abbandono in cui versa lo storico parco annesso all’ex sanatorio Dubini. Si tratta di uno degli ultimi giardini storici rimasti a Caltanissetta, città perennemente agli ultimi posti delle classifiche nazionali sulla vivibilità e dotazione di verde urbano: 0,33 mq pro capite di verde fruibile contro, ad es., i 42,77di Sondrio.

Nonostante il precedente direttore dell’Azienda Sanitaria Provinciale, proprietaria dell’area, convenisse con noi sull’importanza di recuperare e restituire alla città un bene così importante, in questi giorni abbiamo assistito alla dissennata devastazione del parco mediante il taglio di circa 50 alberi, anche secolari e perfettamente sani, per far posto ad un eliporto in sostituzione dell’esistente, il tutto motivato da somma urgenza, secondo quanto dichiarato alla stampa.

Si chiarisce fin da adesso che le organizzazioni in epigrafe, come ovvio, sono favorevoli alla realizzazione della nuova elisuperficie e, in genere, di qualsiasi altra struttura sanitaria a beneficio della cittadinanza.

L’urgenza di simili interventi – peraltro solo evocata genericamente sulla stampa – non può essere usata come pretesto ne per giustificare le operazioni condotte in totale sfregio alla normativa vigente, ne per la scelta del sito che evidentemente risulta il meno idoneo ad accogliere un’opera di questo tipo. Inoltre, il solito “appello all’urgenza” sembra in realtà voler coprire l’incapacità a gestire processi ordinari da parte di dirigenti, evidentemente inadeguati.

Tra l’altro, le modalità piratesche e fulminee con cui sono state condotte le operazioni (assenza delle necessarie autorizzazioni paesaggistiche e urbanistiche; cantiere “anonimo” senza l’obbligatoria cartellonistica; occultamento con terra di riporto dei ceppi tagliati; illecito sventramento del muro di cinta del parco; “scomparsa” del legname di valore; ecc.), sono sintomatiche di un comportamento torbido ed in malafede che un Ente pubblico non si deve poter permettere!

Non è nemmeno tollerabile che l’Amministrazione comunale, cui è affidata la gestione e la vigilanza sul territorio e la tutela della salute dei cittadini, ancora dopo diversi giorni dai fatti non si sia espressa, come se la distruzione irreparabile di beni paesaggistici ed ambientali, patrimonio dell’intera collettività, fosse una vicenda che non le appartiene.

Per queste ragioni chiediamo alle Autorità competenti di accertare i fatti e le conseguenti responsabilità penali e civili, affinché sia chiaro che a nessuno può essere consentito di violare impunemente le leggi, le procedure e le norme di buonsenso. Riteniamo doverose le immediate dimissioni dei dirigenti dell’ASP che, direttamente o indirettamente, hanno permesso questo scempio.

Facciamo appello alla cittadinanza, infine, ad unirsi al coro di indignazione partecipando al presidio che si terrà domenica 20 alle ore 10,00 davanti all’ingresso principale dell’ex sanatorio Dubini dove, uniti e senza bandiere, manifesteremo per la difesa dei beni pubblici”.

FIRMATARI: Italia dei Valori – Italia Nostra – LAV – Legambiente – LIDA – LIPU – Movimento 5 Stelle – Movimento Difesa del Cittadino – Partito Democratico – Partito della Rifondazione Comunista – Rete degli Studenti – Sinistra Ecologia è Libertà – Sunodìa – WWF.

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