"Giro di vite" per lo spaccio di droga a Caltanissetta. 14 fermi di Squadra Mobile e Fiamme Gialle

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Vincenzo FerraraNelle prime ore della mattinata odierna, personale della Squadra Mobile di Caltanissetta e militari del G.I.C.O. della Guardia di Finanza di Caltanissetta, stanno eseguendo 14 ordinanze di misure cautelari, 4 custodiali in carcere e 10 agli arresti domiciliari, nell’ambito dell’operazione “Giro di vite”, emesse dal Gip del Tribunale di Caltanissetta Dr.ssa Alessandra Giunta.

A conclusione di complesse indagini condotte dai suddetti organi investigativi nell’ambito di separati procedimenti penali poi riuniti dalla Procura della Repubblica – D.D.A. di Caltanissetta, sono stati emessi provvedimenti restrittivi a carico di:

  1. FERRARA Fabio, nato a Caltanissetta 30.1.1973;
  2. FERRARA Vincenzo, alias “mangibù”, nato a Caltanissetta 21.04.1968;
  3. FERRARA Ivan, Caltanissetta il 01.02.1975;
  4. CELESTRI Fabio nato a Caltanissetta il 18.01.1970;
  5. GIARDINA Elia nato a Caltanissetta il 06.02.1979;
  6. SANFILIPPO Carlo Salvatore, nato a Caltanissetta il 11.10.1979;
  7. OLIVA Davide, nato a Caltanissetta il 09.04.1982;
  8. BELLOMO Gianluca, nato a Caltanissetta il 30.06.1982;
  9. BELLOMO Marco, alias “squalo” nato a Caltanissetta il 20.12.1970 ;
  10. RIZZA Guido Giuseppe, nato a Caltanissetta il 27.06.1986;
  11. VILLA Danilo, nato a Caltanissetta il 25.06.1982;
  12. PALERMO Davide, nato a Caltanissetta il 14.08.1973;
  13. SCARLATA Luana, nata a Caltanissetta l’11.10.1986;
  14. DI GIROLAMO Giovanni, alias “Castrenze”, nato a Caltanissetta il 20.10.1969;

indagati a vario titolo per associazione a delinquere finalizzata al traffico ed allo spaccio di sostanze stupefacenti.

Le indagini, in particolare, facevano emergere come a Caltanissetta fossero i fratelli Ferrara – Vincenzo, Ivan e Fabio – ad organizzare in regime di sostanziale monopolio l’acquisto e l’ingresso sul mercato di sostanze stupefacenti e la successiva cessione a terzi, avvalendosi, grazie alla qualità di uomo d’onore associato a cosa nostra di Ferrara Vincenzo, e quindi delle condizioni di cui all’art. 416 bis c.p.

Gli indagati hanno per anni avvicinato sistematicamente tutti i giovani dediti allo spaccio di cocaina e hashish ai quali imponevano di rifornirsi da loro, in via tendenzialmente esclusiva, della sostanza per il successivo spaccio al minuto. Tra questi gruppi di spacciatori operanti in Caltanissetta, vanno segnalati quelli capeggiati da ALLETTO Ivan e da DI GATI Elia Salvatore e MOSCA Manuel, già raggiunti dall’ordinanza Cobra 67 del giugno 2010.

Le indagini si sono giovate delle dichiarazioni del collaboratore di giustizia DI GATI Elia, corroborate da quelle rese ancor prima da CONDORELLI Daniele, che permettevano di individuare un altro soggetto, CELESTRI Fabio, molto vicino ai FERRARA nello spaccio di sostanze stupefacenti.

Le condotte oggetto delle indagini sono state realizzate dal 2006 ad oggi.

DI GIROLAMO Giovanni dovrà invece rispondere del reato di ricettazione in concorso, per avere, al fine di trarne profitto acquistato in modo sistematico da MOSCA Manuel, DI GATI Elia Salvatore, ALLETTO Ivan ed altri associati beni quali gioielli e oro di provenienza delittuosa, e segnatamente dai furti consumati dal gruppo facente capo a Di GATI Elia Salvatore, al prezzo di euro 8 al grammo. Tali fatti avvenivano tra la fine del 2008 ed i primi mesi del 2009.

Parallele indagini condotte dal G.I.C.O. della Guardia di Finanza permettevano, nell’arco temporale che va dal 2009 al 2010, di monitorare e accertare le condotte illecite di un sodalizio criminale finalizzato all’attività illecita di spaccio di cocaina, operante sul territorio del comune nisseno, di cui facevano parte i fratelli BELLOMO Gianluca e Marco, VILLA Danilo, RIZZA Guido Giuseppe e PALERMO Davide, oltre che la sua convivente SCARLATA Luana.

Questi infatti a turno, “reperivano” dal mercato illegale gestito nella specie dal duo SANFILIPPO-OLIVA, anche per il tramite di ALLETTO Ivan un quantitativo congruo di sostanza stupefacente che veniva poi messo a disposizione degli altri sodali in base alle rispettive “esigenze”. Tale attività conferma pertanto le affermazioni dei due principali collaboratori di questo processo.

In particolare le indagini, supportate da intercettazioni telefoniche ed ambientali, hanno consentito di delineare la struttura piramidale dell’organizzazione ai cui vertici erano SANFILIPPO Carlo e OLIVA Davide che acquistavano e commercializzavano grossi quantitativi di sostanze stupefacenti variabili da 100 gr. di cocaina a diversi chilogrammi di hashish alla volta.

GIARDINA Elia oltre che allo spaccio di hashish e cocaina, metteva a disposizione la propria abitazione per effettuare il taglio dello stupefacente e per custodirlo. Inoltre lo stesso si occupava di effettuare consegne, riportare gli ordinativi di droga, tenere la contabilità delle cessioni operate ed infine provvedeva al recupero di crediti vantati dal DI GATI Elia Salvatore nei confronti di assuntori e spacciatori di sostanze stupefacenti.

Il gruppo inoltre si era dotato, nel tempo, di luoghi adibiti al taglio e confezionamento della sostanza stupefacente (come il garage affittato dal RIZZA), mettendo a disposizione di tutti i sodali le singole disponibilità di stupefacenti, i contatti con gli assuntori, i crediti vantati, le modalità di acquisizione della sostanza ed il proprio apporto per il recupero dei crediti vantati a seguito dell’attività criminale, nonché le notizie acquisite in ordine all’azione repressiva della Forze dell’Ordine e quant’altro utile allo scopo.

Il medesimo gruppo adottava, sistematicamente e senza soluzione di continuità, strategie elusive dei controlli delle forze di Polizia, mantenendo rapporti con altri soggetti dediti alla stessa attività illecita ai fini dello scambio di informazioni ed acquisto di stupefacenti. I sodali di tale gruppo, inoltre, si erano dotati di un sistema intimidatorio, anche ricorrendo all’aiuto di soggetti esterni all’associazione (come il fratello di VILLA Danilo, certo Ivan noto pregiudicato), al fine del recuperare i crediti vantati.

Oltre a confermare il quadro indiziario emergente da precedenti indagini, il ruolo dei fratelli FERRARA e l’attività di controllo operata per loro tramite dall’organizzazione mafiosa sull’attività di spaccio ha confermato come il vasto giro di cessione della sostanza al minuto in luoghi di ritrovo di giovani, si avvalesse di una sostanziale ripartizione delle zone di spaccio, e come attraverso il ruolo di controllo e il peso dei fratelli Ferrara il mercato degli stupefacenti in Caltanissetta fosse sostanzialmente chiuso a chi non era autorizzato. Il territorio nisseno era infatti diviso in zone di interesse affidate a singoli gruppi di spacciatori, che all’occorrenza si venivano in reciproco soccorso per il recupero di somme dagli acquirenti per la fornitura di sostanza al dettaglio ecc…

Le indagini tecniche e le dichiarazioni dei collaboratori hanno confermato come l’associazione avesse la disponibilità di armi comuni da sparo, clandestine, sia lunghe che corte e come di esse venisse fatto commercio. La provenienza del denaro e delle armi e la loro correlazione con i reati di furto in appartamenti privati conferma da un lato la pericolosità dell’organizzazione smantellata quanto l’inestricabile collegamento tra i delitti comuni ed il controllo operato da singoli uomini d’onore sulle attività criminali dei minori.

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