“Giovani verso il domani” al congresso nazionale della FUCI

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Si è svolto a Chieti dal 5 all’8 maggio il 65° congresso nazionale della F.U.C.I (Federazione Universitaria Cattolica Italiana) a partire dal tema “Giovani verso domani”. I partecipanti, circa 200 giovani provenienti dai vari gruppi di tutta Italia, si sono confrontati su tre questioni che in questi anni sono stati al centro di dibattiti politici e sociali: università, formazione e lavoro. Questioni a cui la Federazione ha deciso di dedicare quattro giornate di studio e di approfondimento. Seguendo quello che è lo stile della F.U.C.I, gli universitari, accompagnati dalle riflessioni di vari relatori, hanno cercato, non senza difficoltà, di riportare alla realtà della vita quotidiana quello che spesso appare lontano e aleatorio.

Foto 3I lavori congressuali sono stati aperti da Mons. Nunzio Galantino, segretario generale della CEI, e da Roberto Napoletano, direttore del quotidiano “Il Sole 24ore”. Galantino ha condotto la sua riflessione sottolineando l’importanza dell’ascolto, infatti ha esortato gli studenti a mettersi in ascolto della storia stando a riparo da forme di tradizionalismo cioè di rifiuto pregiudiziale di tutto ciò che ci circonda, e dal rifiuto della storicità che conduce ad accogliere una visione disincarnata della persona.

Mettersi in ascolto vuol dire allora essere sensibili alla realtà che cambia, responsabili di un futuro da costruire alla scuola della storia. Entrambi i relatori ci hanno esortato a essere protagonisti della storia, futuro della Chiesa e del nostro paese. Non servono parole di incoraggiamento, ma una vita di costante studio e ricerca, fattori che spingono il giovane a essere protagonista della propria formazione; attraverso quest’ultima si possono intessere relazioni educative capaci di far uscire da vuote soggettività e quindi aprirsi a scenari più ampi con possibilità di nuovi inizi e di ripresa.Foto 1

Tavole rotonde e gruppi di studio hanno riempito le giornate donandoci l’opportunità di fare nostre quelle realtà, come l’università e il lavoro, che siamo chiamati a vivere. E’ stato importante confrontarsi con esperti del campo, ma soprattutto con studenti come noi che in altre parti d’Italia vivono i nostri stessi disagi. E’ proprio questa la peculiarità della F.U.C.I, dare la possibilità di confronto e formare le coscienze dei giovani universitari a servizio del nostro paese.

Il congresso, inoltre, dà la possibilità di vivere il momento più alto di democrazia per la nostra federazione, l’Assemblea Federale. In sede di Assemblea, i fucini, a seguito di dibattiti e confronti, tracciano le linee principali per quello che sarà il nuovo anno federativo.

Ritorniamo nella nostra realtà nissena consapevoli che il vero cambiamento può avvenire solo se ognuno di noi è capace di mettersi in gioco. In una società così mutevole dobbiamo dare senso al cambiamento senza mai rischiare di perdere la nostra identità, diventare quindi cittadini consapevoli e ragionevolmente attivi.

Alberto Di Maria

Giuseppe Di Prima

Gruppo FUCI Caltanissetta “Mons. Cataldo Naro”

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