Giovani e famiglie al centro per la Sicilia del futuro

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famiglia unitaIn occasione delle ultime elezioni regionali in Sicilia, i vescovi delle diverse diocesi dell’isola hanno realizzato, insieme, una riflessione sulla situazione politica odierna dal titolo tratto dal primo capitolo del libro della Sapienza: “Amate la giustizia, voi che governate sulla terra”. Tale valutazione è sicuramente risultata utile in un clima di pre – voto, ma, a mio parere, potrà esserlo ancora di più per il post – elezioni e nella situazione di questi primi giorni nei quali si cerca la quadra fra i partiti vincitori per la realizzazione di una giunta che sia corrispondente alle attese promesse per il rinnovamento della Sicilia. Le guide delle chiese di Sicilia precisano che non è loro compito trovare delle soluzioni di natura tecnica, ma nella prospettiva culturale orientata in senso cristiano, essi giustamente si sentono di dover affermare che è giunto il tempo nel quale è ora di ascoltare il grido dei sofferenti, dei bisognosi, dei richiedenti per prospettare con serenità e discontinuità il futuro per la nostra terra. Per fare ciò, secondo i vescovi, sarebbe finalmente opportuno sfruttare in modo idoneo quella possibilità che è l’Autonomia regionale, la quale nel passato recente e remoto è stata fin troppo spesso scambiata come possibilità di dilatazione dell’intervento pubblico, di indipendentismo ed autonomismo strumentale e inefficace. La meta da perseguire, secondo l’episcopato siciliano, è quella di una costruzione sociale nuova che tenga conto delle fondamenta della società che sono i giovani e le famiglie in uno scenario regionale, nazionale, europeo e mondiale totalmente cambiato rispetto ad alcuni anni fa e che ci dovrebbe vedere protagonisti nella fioritura della “primavera araba” e di relazioni internazionali nel mediterraneo volte alla ricerca della coesione e del bene comune. Le chiese di Sicilia, per far ciò, mettono a disposizione quello che possono e quello che sanno, in un’ottica di chiese d’Italia, a partire dalla centralità dell’educazione per ripartire. Dove per educazione s’intende anche quella per una modalità veramente diversa e rinnovata di fare politica. I punti tematizzati dai vescovi siciliani tramite il documento in questo contesto politico siciliano, possono rappresentare le priorità per la scelta dei membri della giunta regionale e per l’immediata e futura azione della stessa. La società, le comunità ecclesiali, i laici cristiani, tutti i siciliani si aspettano il cambiamento. Questo potrà avvenire se in una realtà comunque di crisi e di tagli si riesca a mettere al centro i giovani e le famiglie. La giunta regionale dovrà essere composta alla luce di alcuni punti base per poter rilanciare la regione: conoscenza delle peculiarità culturali e sociali dell’isola; politiche rivolte al miglioramento della strutturazione sociale dei giovani e delle famiglie; discontinuità con la recente e passata gestione politica della Sicilia; promozione di un modo diverso d’impegno nella gestione del potere politico forgiato dai valori radicati nella Costituzione italiana e condivisi con l’intero Paese.

Rocco Gumina

Coordinatore Provinciale Giovani UDC Caltanissetta

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