Giornata del migrante. “Il barcone della speranza”, la poesia ed una riflessione di Gabriella Gallo

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Nella giornata del rifugiato, oggi 19 gennaio 2015, Gabriella Gallo, cultrice di poesia, riprende un pensiero, una riflessione sul tema, riproponendo la sua poesia “Il barcone della speranza”.

<<Vuole essere un sommesso ma dovuto tributo di appassionante solidarietà – dichiara Gabriella Gallo – verso uomini e popolazioni che soffrono la fame, la povertà, la guerra, la persecuzione, la morte. Il grido si levi più assordante di fronte al genocidio, di fronte ad un nuovo olocausto che vede innocenti bambini, donne, uomini inermi pagare un tributo di sangue ad una società cinica, spregiudicata incurante delle sofferenze dei più deboli ed indifesi, indaffarati come sono a difendere falsi interessi territoriali di ordine politico-finanziario. Costoro si illudono di poter arginare l’onda montante della disperazione, erigendo steccati fatti di ansie, inoculando dosi micidiali di paure in corpi e menti altrettanto deboli perché dilaniati dall’incertezza e dalla crisi imperante. Questi predatori senza scrupoli, demagoghi travestiti da nuovi eroi nazionali, speculando annunciano al mondo che ognuno è meglio che stia in casa propria e che, con un artifizio dialettico e uno squallido e ovvio sofisma, affermano che è meglio aiutarli a casa propria anzicchè accoglierli in casa nostra. Diventando più o meno consapevolmente, per una manciata di notorietà e di ribaltà politica, servi sciocchi di un padrone che finirà per cibarsi , anche delle loro carni”.

“Fino a quando – conclude la poetessa – l’uomo e la società non capiranno che non servono a nulla i muri eretti per dividere ed allontanare gli uomini dai propri simili , sino a quando l’uomo non capirà che ognuno di noi è figlio della nostra terra e può muoversi liberamente senza divieti, sino a che non prevarrà l’ordine naturale della fratellanza dei popoli, sino a quando gli egoismi s’imporranno sulla solidarietà e sull’accoglienza, ebbene sino allora tocca a quelli di buona volontà, quelli col cuore gonfio di amore e di speranza , farsi avanti e dare l’esempio con un coraggioso: TOCCA A NOI>>

“Il barcone della speranza”

<<Dal barcone della speranza abbiamo visto la terra

da lontano e felici i nostri cuori hanno

cantato le lodi  a Dio.

Abbiamo  visto la terra  da lontano, ma il fuoco

ha tradito le nostri carni.

Molti di noi, impauriti come inesperti delfini

volevamo raggiungere la sponda ma, il mare

con il suo grande mistero ci ha inghiottiti.

Molti di noi hanno visto  la terra da lontano

ed ora giaciamo nella fredda profondità del mare.

Immobili vediamo chi si affanna per la nostra morte

disperatamente recupera i nostri corpi.

Ma tutto si è già compiuto.

Le nostre anime agitano le onde del mare dolente

e ringraziano quella bella , affettuosa e generosa

gente che forse ci poteva amare.

Noi da  qua giù ricorderemo la terra vista purtroppo

solo da lontano, ma una speranza, un grido

lacrime  accorate, scalderanno le nostre anime

se gli uomini del MONDO INTERO, porranno fine

a questo nuovo “OLOCAUSTO” dove l’immigrato

giunto da terre lontane non sarà il nuovo Ebreo

degli anni 2000>>.

 

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