“Il gioco di Ruvolo? come Rastignac e la marcia degli sbagli”

(Riceviamo e pubblichiamo dall’ex assessore alla Solidarietà Sociale, Giuseppe Firrone) Come vanno la stagione teatrale e le iniziative culturali promosse dalla nostra amministrazione? Bene? Male? Sempre benissimo per il Sindaco, che Onnipotente cita come un mantra luminoso il successo del “grande evento di spessore”, benino per la maggioranza che resta sempre in sella, male per la città che non ha avuto nulla.

Tralasciando il “pasticcettum” dei loghi e loghini e sponsorizzazioni varie, utili solo a qualificare inadeguata e ridicola questa amministrazione, quel che veramente colpisce è che il “grande evento di spessore”, si sia tramutato da un non evento, in “un ‘eventicchio”, costato centomila euro, che ai nisseni non è piaciuto. Qual’è allora il gioco di Ruvolo? E’ di tutta evidenza che a me sfugge. Riesco soltanto a vedere un uomo al comando, che si ostina a ripetere le cose che non giovano e continua inspiegabilmente e con arroganza a disfare il buono già fatto. Ma un fatto è certo, il suo comportamento mi rammenta Rastignac, l’eroe di Balzac, che si ferma a riflettere solo se gli è utile, adula certe persone che possono tornargli utili, le seduce perché gli sono utili, rompe i rapporti con loro se gli sono inutili, è cosi che riesce a mantenere e occupare i posti utili.

Ma a parte Rastignac in veste nissena, l’amara verità è che la nuova programmazione culturale di Sua Onnipotenza, riflette la stessa viltà, e la stessa impotenza sociale ed economica che l’ha preceduta. E il bello, il buffo e soprattutto lo strano, è che tali iniziative, sempre assecondate con il cappello in mano dalla coalizione che lo sostiene, registrano una frammentarietà e dispersione del passato, che affaccia in primis il Partito Democratico su un precipizio di incoerenza. Si assiste infatti alla diagnosi ormai certa e infausta del tradimento della reale partecipazione solidale di Ruvolo, insieme alla terapia errata del cambio di rotta con il passato del Partito Democratico. Un’insalata di contraddizione ideologica, che liquida e disconosce una visione di un passato ancora attuale, per rimanere servi e da stampella ma infedeli alle loro convinzioni . Un passato segnato proprio dal Sindaco Michele Abbate: attento e capace di interagire con la città e di promuovere una cultura plurale con l’obbiettivo di rilanciare e sviluppare le maestranze locali, i luoghi pubblici come spazi di comunicazione e produzione culturale di convivenza. Una visione ancora valida e pressoché condivisa dalle passate amministrazioni.

Due autogol cosi non me li saprei immaginare. E’ chiaro come il sole, che siamo di fronte alle incapacità politico-amministrativa. Non sapere mettere in atto una reale prospettiva virtuosa praticabile per rigenerare la cultura cittadina puntando sulla cooperazione tra pubblico e privato attraverso collaborazioni coi vari soggetti locali che operano nel settore per garantire condivisione e sostenibilità, ne è la prova. Ed è altrettanto chiarissimo, che siamo di fronte alla dottrina dell’inciucio, (una parola che pare nasca da un incrocio tra ciucca e ciucchi, ovvero tra avvinazzati e somari), che non è solo un compromesso per rimanere al potere costi quel che costi, ma purtroppo anche una complicità egoista e incompetente che mette in pericolo il futuro della nostra comunità. Insomma una vergognosa pagina casareccia di bassa politica, una tangibile verità incontrovertibile che ha già prodotto, nel caso di specie, l’annullamento di manifestazioni culturali e sportive di rilievo internazionale come il Med Moda, e speriamo di no il Challenger. Storie e orgogli nisseni buttati come immondizia insieme alle nostre compagnie teatrali con le sue maestranze, anime dell’identità culturale della città e risorsa per la valorizzazione del sistema socio-culturale ed economico locale, ormai derubricate all’esilio per lesa maestà all’autoritarismo del Sindaco illuminato. E non è tutto. Non vi è bastato, avete anche ingannato e mortificato l’entusiasmo di chi si è speso gratuitamente e con professionalità per incoraggiare la vivibilità e la vitalità del centro storico, ormai desertificato, attraverso l’organizzazione di eventi culturali originali e attraenti, come ad esempio “Piazza a Colori”, “Noi ci siamo Village”,”Strada Foglia Festival”, sedotti dalla falsa partecipazione per poi essere vigliaccamente abbandonati . Siamo stanchi di guardare come spettatori una commedia tragicomica dove la trama resta solo l’inettitudine e l’arroganza del potere. La citta’ è sempre più sola e buia, governata dalla nebbia, naviga nella nebbia, è tempo di uscire.

Ex assessore G. Firrone

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