Giocò 200mila euro nella ricevitoria del fidanzato. Una perizia per stabilire la capacità d’intendere e di volere

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Aveva giocato la consistente cifra di 200mila euro al “10 e lotto” nella ricevitoria in cui lavorava di proprietà del fidanzato. Una serie di giocate compulsive che andò avanti per un mese circa fin quando il titolare non si accorse dell’accaduto denunciandola all’autorità.

Si è aperto stamane davanti al tribunale in composizione monocratica il processo ad una 29enne nissena che dovrà rispondere di accesso abusivo al sistema informatico e frode informatica poiché le giocate sarebbero state effettuate con l’accesso al portale Lottomatica relativo alla rivendita di tabacchi all’insaputa del proprietario. I fatti risalgono alla fine di febbraio del 2018.

Si trattava di giocate a titolo personale e non autorizzate secondo il pubblico ministero Stefano Sallicano che ha disposto la citazione diretta a giudizio per la donna, difesa dall’avvocato Monia Giambarresi del foro di Caltanissetta. Il difensore ha chiesto e ottenuto in apertura del dibattimento la nomina di un perito affinché possa essere verificata la capacità d’intendere e di volere al momento del fatto. La perizia contribuirà a stabilire se l’imputata è affetta da ludopatia e se tale condizione possa incidere sulla volontà di commettere il fatto.

Dopo aver accolto la richiesta dell’avvocato difensore, il giudice Giulia Calafiore ha rinviato l’udienza al 4 marzo.

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