Giarratana al Sindaco e al Vescovo su Real Maestranza: "mi sarei aspettato intervento autorevole"

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Con una lettera inviata al sindaco Giovanni Ruvolo e al Vescovo, Mario Russotto, il leader di Caltanissetta Protagonista, Michele Giarratana, interviene sulla vicenda della espulsione dei marmisti dalla Real Maestranza.
“La vicenda amara e triste della lite all’interno del gruppo dei marmisti, con l’intervento della Magistratura e finita addirittura con la discutibile espulsione del ceto dalla Real Maestranza, non può e non deve essere considerata una semplice diatriba fra soci di una qualsiasi associazione, come se fosse una bocciofila dopolavoristica. Questa storia riguarda l’intera Città e la storia di Caltanissetta”, scrive Giarratana.
Per l’ingegnere nisseno, al ballottaggio nelle ultime amministrative “la Real Maestranza e i gruppi che ne fanno parte rappresentano ormai una delle poche testimonianze della nostra identità. Una delle poche certezze rimaste in una Caltanissetta che muore lentamente fra l’apatia generale”.
“Ho netta l’impressione che lei Sig. Sindaco, e Lei Eccellenza – afferma nella lettera – non abbiate pesato nel giusto modo la vicenda lasciando, senza interferire o senza interferire con adeguato piglio, che i fatti deteriorassero rapporti umani, derivassero in antipatiche e dolorose azioni giudiziarie e mortificassero l’intera cittadinanza”.
“Mi sarei aspettato, di fronte a dolorosi sfregi operati alla più antica, nobile e sacra delle manifestazioni che rappresentano l’identità di tutti noi nisseni, che voi interveniste da par vostro, con la vostra autorevolezza, con il vostro carisma per neutralizzare fatti e prese di posizione che non possono e non devono intaccare la nostra tradizione, evitando altresì strascichi penosi e inopportuni”.
“Chi scrive auspica da sempre la costituzione di una Fondazione che tuteli i beni della Real Maestranza e probabilmente, se fosse stata costituita, queste vicende non sarebbero successe. Questo è un campanello d’allarme, altri ne suonano a ripetizione ma per motivi legati ad una mancanza di azioni decisionali comuni e condivise, si fa finta di niente e si va avanti”.
“Mi permetto sommessamente di auspicare se non di suggerire da parte del Sig. Sindaco e di Sua, Eccellenza, un immediato vostro intervento per evitare ulteriori sfregi, ma soprattutto azioni determinate di buona volontà per far recuperare in extremis rapporti ed equilibri altrimenti pericolosi non per la vita di un’associazione ma dell’intera Settimana Santa”.
“Sarebbe bello – conclude la lettera – assistere allo stesso decisionismo allorquando si dovette decidere il percorso delle vare o l’orario del rientro delle stesse. Sarebbe bello vedere partecipi e non costantemente assenti uomini delle istituzioni, sarebbe apprezzabile assistere ad una forma di amore e interesse verso una Settimana Santa che pare sempre rappresentare sempre più un peso piuttosto che un momento di gioia, di fede e di riflessione oltre che di continuità ed esaltazione della nostra storia”.

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