Gianfranco Fini a Caltanissetta. "I tempi sono cambiati e troppi candidati che promettono non se ne sono accorti"

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Gianfranco Fini al Cefpas“L’Italia e la Sicilia possono giocare delle carte che sono vincenti. Certo difendendo dei legittimi interessi nazionali. Non c’è dubbio che nelle politiche europee alcune relazioni scritte troppo frettolosamente circa rapporti privilegiati commerciali tra Ue e paesi nord africani in materia di produzione e commercializzazione ortofrutticola hanno finito per rappresentare un danno piuttosto che un vantaggio. Ma ci sono tante opportunità da sfruttare se si ha ben chiara una strategia su questa area del globo come area possibile di penetrazione”. Lo ha detto a Caltanissetta Gianfranco Fini intervenendo al Cefpas per una visita istituzionale che ha comunque lambito i temi della campagna elettorale. “Una politica che vada aldilà dei vecchi riti quotidiani, come in questa campagna dove sembra di vedere film vecchi degli anni passati, dove troppi continuano a credere che il voto possa essere una merce di scambio, un voto dato in cambio di una promessa o di una futura raccomandazione. Penso che nessuno possa rendere possibile il ritorno di una stagione in cui per dare una valvola di sfogo alla disoccupazione giovanile in Italia e in particolar modo in Sicilia si bandivano concorsi moltiplicando il numero dei posti nella Pubblica Amministrazione, salvo poi presentare il costo salatissimo in termini di bilancio alle generazioni future. Siamo in una fase del tutto diversa rispetto al passato e spiace constatare che non tutti sono consapevoli di questa differenza e del salto di qualità necessario se si vuole ritrovare un po di credibilità di queste istituzioni”.

Fini intervieneIl Presidente della Camera Gianfranco Fini ha spiegato l’importanza del coraggio in politica, dove non si devono mai chiudere gli occhi e come esempio ha ricordato quando “alzò l’indice contro Berlusconi”, e tutti gli chiesero chi glielo aveva fatto fare. “Già allora si capiva l’incongruenza di un governo che aveva promesso sviluppo al sud ma si faceva dettare le ricette economiche dalla Lega”.

“Avverto la necessità di ricordare che non esercitare il diritto di voto significa privarsi del diritto di essere cittadini – ha poi detto Fini – Ognuno voti secondo coscienza ma non recarsi alle urne significa togliersi il diritto di giudicare. Essere cittadini si esprime nella partecipazione. Mi auguro che pur in questo momento di disillusione della politica prevalga la consapevolezza che partecipare è un diritto che dà vita sostanzialmente ad una democrazia”.

“I tempi in cui siamo chiamati ad agire – ha proseguito il Presidente della Camera Fini – sono tempi in cui la Sicilia e il Paese riusciranno a competere, nell’epoca della globalizzazione, senza barriere vecchie e protezioni, sulla base della qualità e oggettiva capacità. La Sicilia e l’Italia mai saranno competitivi puntando sulla quantità del prodotto e della forza lavoro. E’ inevitabile ai più giovani dire che la differenza sarà fatta dalle capacità professionali, dalla determinazione, dalla dimostrazione di una effettiva volontà di contribuire al miglioramento della società”

“E’ importante che il presidente Monti sia disponibile a valutare la possibilità di alcuni cambiamenti, secondo me alcuni essenziali, a condizione che i saldi rimangano invariati, non si può pensare di venir meno all’impegno di mantenere sotto controllo la spesa e ridurla, ma al contempo si può scrivere la manovra in modo diverso rispetto al merito. Faccio un esempio, credo che la protesta degli insegnanti sia più che motivata e ho visto con piacere che il governo sta riflettendo sulla norma che costringeva agli insegnanti a lavorare di più mantenendo invariato lo stipendio, così come genera imbarazzo la possibilità di tassare le pensioni di guerra e le indennità di medaglia”

Fini intervento al CEfpas“Occorre ritrovare spirito di coesione. E’ sbagliato pensare che i giovani si possano salvare senza la collaborazione degli anziani, le imprese senza gli operai, la coesione è indispensabile e la politica deve dare il buon esempio e le istituzioni devono dare prova”.

Infine argomento Pdl, Fini ha detto che quanto accade “è la riprova che i nodi vengono la pettine. Non occorre ricordare le polemiche che feci a suo tempo, c’è un problema relativo alla selezione della classe dirigente, del principio di rispetto dei valori della legalità. Qualcuno ha detto faccio il pane con la farina di cui dispongo, ma allora qualcuno può cambiare fornaio”.

Per il Presidente della Camera bisogna “avvertire il dovere di comportamenti tali da fugare ogni sospetto di compiacenza e collusione. Non riuscirò mai a capire e nessuno mi può spiegare perchè giustamente se qualcuno vuole aprire un’attività compreso un chiosco per i fiori deve presentare certificato antimafia mentre non si ritiene altrettanto obbligatorio per i candidati che si presentano presentare il certificato antimafia, come si può giustificare questa differenza oggettiva in tema di legalità. Non significa mettere in dubbio il principio costituzionale di essere innocenti al terzo grado ma è un problema di opportunità della politica se vuole trovare un po di credibilità. Fermo restando che rimani innocente fino al terzo grado ma non c’è nessuna necessità di candidarsi, mettersi in mostra e chiedere il consenso per amministrare , governare un posto pubblico. La legalità intesa anche come ripresa economica e garanzia per l’attuazione, per quanto difficile faticosa, di un altro principio della Costituzione che fa parte di uno dei pilastri in assenza dei quali la democrazia è fasulla, il principio dell’uguaglianza”.

“Senza legalità e senza rispetto della legge e gratitudine verso forze dell’ordine e magistratura, senza questa attitudine mentale non solo non c’è libertà ma a ben vedere non c’è nemmeno uguaglianza”, ha detto Fini.

 

 

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