A rispondere alle domande nell’intervista di questa settimana è il Presidente dell’associazione di promozione culturale Creative Spaces, l’architetto Eros Di Prima.

Sorta nel 2016, l’associazione Creative Spaces nasce per promuovere la cultura nel contesto nisseno. Nello specifico, quali sono le vostre finalità associative?

Creative Spaces (3)“La cultura non è professione per pochi: è una condizione per tutti, che completa l’esistenza dell’uomo”. Così definì Elio Vittorini la sua idea di cultura, intesa non solo come bene essenziale, ma soprattutto da condividere. Sono proprio questi i principi che danno le basi all’Associazione Culturale “Creative Spaces”, costituita nel settembre del 2016, dopo un lungo processo di studio ed analisi anche attraverso la rete sviluppata con realtà presenti sul territorio siciliano. Fu allora che decisi di diventare protagonista di un piccolo ma significativo cambiamento, decidendo di non lamentarmi di quello che non accade, ma di generare trasformazioni. Ho iniziato subito a coinvolgere un numero sempre maggiore di persone valide, con una particolare dedizione ed apertura alla cultura e alla creatività, formando una vera e propria squadra, un gruppo che si occupa di progettazione e di sviluppo culturale: dall’architetto al musicista, dall’artista al nutrizionista, dal fotografo al chimico del restauro ecc. con un calderone colmo di idee ed iniziative. Le attività sono diversificate e legate da un unico principio di fondo, per cui il ruolo strategico della cultura e dell’arte è quello di generare creatività, mobilità, immaginazione e intuizione come veicolo per lo sviluppo economico, sociale e umano.

Siete attivi sul territorio nisseno tramite progetti volti alla promozione culturale della nostra comunità. Potresti presentare le vostre attività più significative?

Dopo la fondazione ed aver strutturato lo zoccolo duro del gruppo, ci siamo cimentati nella nostra prima avventura, una mostra itinerante che ha visto la partecipazione di numerosi artisti locali, una mostra che a differenza del tradizionale concetto di arte circoscritta all’interno della scatola museale, ha portato l’arte nei locali della vita mondana nissena; portando l’arte alla collettività e non viceversa. Un’operazione, quasi un esperimento sociale, che ci ha mostrato come tutti possono essere interessati all’arte, basta solo saper coinvolgere e sensibilizzare. La mostra itinerante, ha terminato il suo cammino fermandosi per una settimana al Museo Archeologico di Caltanissetta. Molte altre sono le attività che abbiamo sviluppato in questi due anni di vita, come il format AperiTalk, a metà fra un aperitivo e un dibattito, ideato nel dicembre del 2016 e continuato negli anni. È un evento pensato per incontrarsi, bere qualcosa, ma soprattutto per confrontarsi su diversi temi con un unico scopo: valorizzare il made in Caltanissetta. Le tematiche affrontate sono state sviluppo e innovazione, cinema, teatro e alimentazione. Nel settembre del 2017 abbiamo realizzato insieme al “Movimento Verticalismo” di Catania una mostra dal titolo “Movimento Verticalismo, La Via del Possibile Gran Tour dei Musei”; una mostra partita a Caltanissetta presso il Museo Archeologico e proseguita in giro per i Musei Archeologici di Ragusa ed Enna. Nel Febbraio del 2018 siamo divenuti ambasciatori per la provincia di Caltanissetta del format giapponese PechaKucha; si tratta di un format comunicativo famoso nel mondo, nato nel 2003 dall’idea di due architetti: Astrid Klein e Mark Dytham. Esso possiede, come caratteristica fondamentale, la sintesi di una comunicazione d’impatto: “l’arte della comunicazione concisa”. Questa prevede, infatti, la presentazione di un argomento attraverso immagini e parlato con l’ausilio di una presentazione power point, quindi di slides, in numero di 20 e della durata di 20 secondi ciascuna: formato 20X20. Tale necessità nasconde una spiegazione scientifica, ovvero il mantenimento dell’attenzione in un tempo limitato. Solo in questo modo l’ideazione del concetto esposto viene focalizzato, elaborato e mantenuto nel grande e contorto contenitore della memoria. Sono tre gli incontri già tenutesi con il format PechaKucha 20×20, il primo dal titolo “Thé la racconto, la Primavera” con la partecipazione di artisti che si sono raccontati ed un secondo incontro di due giornate dal titolo “La voce dell’immagine. Salute, arte, sociale, territorio”, presso il Centro Ippocrate – Poliambulatorio Specialistico. La novità è stata l’adattamento di questo format, nato prevalentemente per le Arti, al Sociale e alla Salute, coagulando tutte e tre le forme espressive in contenuti apparentemente distanti. Uno degli ultimi eventi che ha riscosso grande successo è stato “Il martedì letterario”, un appuntamento fisso che ha preso luogo in una delle attività della rete d’impresa “strata a’ foglia”, durato più di due mesi, in cui scritto locali presentavano e raccontavano i loro libri. Numerose le collaborazioni e partecipazioni ad eventi anche fuori città. Fondamentale la rete di amici costruita in questi anni, per citarne alcune Eclettica, Farm Cultural Park, Periferica, Trasformazioni, Cufù, etc., con i quali ci siamo confrontati, scambiare idee e progetti. Attualmente ci stiamo occupando de “Le Vie dei Tesori” per Caltanissetta, tra i più grandi Festival italiani dedicati alla valorizzazione del patrimonio culturale, monumentale e artistico. Nato dodici anni fa a Palermo, quest’anno si svolgerà in tutta la Sicilia e in alcune città fuori dall’Isola, aprendo al pubblico con visita guidata oltre 400 luoghi di interesse artistico, storico e monumentale in gran parte di solito chiusi. Per Caltanissetta quest’anno 15 i luoghi da scoprire con visite guidate. Il Festival ha già registrato nei primi due weekend la presenza di più di 3600 visitatori ed un gran numero è atteso per questo weekend conclusivo. La manifestazione vede coinvolti numerosi giovani e giovanissimi che con entusiasmo e passione si stanno occupando delle visite guidate e dei botteghini. Forte la presenza delle scuole che avuto il suo picco con la partecipazione di più di 900 studenti. Grande successo hanno riscosso i palazzi e le ville private (Palazzo Testasecca e Villa Grazia) i cui proprietari hanno dato l’opportunità di scoprire architetture significative della storia di Caltanissetta.

Nei prossimi anni, quali caratteristiche assumerà l’impegno di Creative Spaces?

Il complesso lavoro svolto in questi due anni, le sinergie con le realtà locali ed il dialogo con le amministrazioni, hanno fatto sì che “Creative Spaces” riuscisse a raggiungere in così poco tempo ottimi risultati, gettando le basi per uno sviluppo culturale, artistico, architettonico e sociale. La nostra aspirazione è quella di imperniare nelle menti della collettività un’idea di cultura partecipata e impegnata che generi benefici reali. Lavoreremo al radicamento di luoghi in cui la cultura faccia da padrona, poiché le politiche culturali non devono accontentarsi di attivare eventi e manifestazioni temporanee, ma devono concretizzarsi in luoghi di incontro per la comunità, consolidarsi in servizi permanenti e, soprattutto, migliorare la nostra vita attraverso l’energia propagata dai nuovi epicentri culturali. Numerosi sono i progetti in cantiere che stiamo discutendo con i privati e la pubblica amministrazione. Non esiste un manuale che spieghi come ripensare la propria città, la propria regione, o il proprio paese, per questo è fondamentale immaginare il futuro insieme, confrontandosi ed elaborando soluzioni consone per la nostra città, questo è ciò che cercheremo di fare con la collettività nissena.

Dal vostro peculiare osservatorio si può notare come Caltanissetta sia una città ricca tanto di risorse positive operanti in vari settori quanto di emergenze più o meno conosciute dalla comunità. Secondo te, la politica locale su quali temi dovrebbe concentrare maggiormente la sua attenzione?

Attualmente la politica locale, in ambito culturale, si è dimostrata propositiva e collaborativa, aperta all’ascolto di nuove idee per rilanciare la città. C’è ancora molto da fare, ma penso che la voglia di riscatto di questa città deve muovere tutti, non solo l’amministrazione comunale. Se vogliamo strade pulite, dobbiamo essere in primis noi a non sporcare. Se vogliamo maggiore attivismo culturale dobbiamo essere noi a partecipare alle iniziative e a fare numero. Lamentarsi soltanto non basta, bisogna lavorare tutti insieme e non lasciare che il problema venga risolto solo dalla “politica” di turno. Parlando nello specifico dell’ambito cultura, penso che la politica locale, attuale e futura, dovrebbe cercare di costituire un sistema museale che spinga il turista non solo a scegliere Caltanissetta come “base” per l’esplorazione dell’isola ma anche come città da scoprire e vivere. Altra cosa sarebbe quella di tornare a popolare il centro, valorizzare alcune zone come il quartiere arabo e la Provvidenza. Servono quindi investimenti ma affiancati dal supporto anche “morale” dei cittadini. Non vogliamo più sentire “a Caltanissetta non c’è niente, che ci vieni a fare!”.

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