Gela. Appartamento del Boss 'stiddaro' confiscato abitato dalle figlie.

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Appartamento Gela via AmatoUna commissione d’inchiesta nominata dal Comune dovrà aiutare a capire i motivi per cui  un immobile di Gela (Caltanissetta) che venne utilizzato come covo dall’organizzazione mafiosa della Stidda negli anni Novanta, ora, parzialmente confiscato, continua ad essere abitato dagli originari proprietari, in particolare i familiari del boss Lauretta. Nell’immobile di via Giacomo Amato, nel quartiere periferico di “Settefarine”, venne pianificata la strage del 27 novembre 1990, otto morti e sette feriti.

Lo stabile appartiene a Crocifisso Lauretta, ex boss della mafia gelese e alla moglie Lucia Cosenza, e attualmente vi abitano le figlie.

L’edificio, gravato da un ordine di demolizione mai eseguito e oggetto di una richiesta di sanatoria, doveva diventare un centro sociale ma il progetto si è arenato. Il caso è scoppiato dopo che il municipio ha ricevuto una comunicazione dall’Agenzia nazionale per l’amministrazione e la destinazione dei beni sequestrati e confiscati alla criminalità organizzata. Il Comune dovrà accertare se vi siano responsabilità interne e complicità che hanno permesso alla famiglia Lauretta di ottenere gli allacci di luce e acqua.

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