Furto al PRA, rubati 13 mila certificati di proprietà. Ladri esperti mettono fuori uso allarme

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DSC_0263Furto presso gli uffici del P.R.A. di Via Pietro Leone, nel Capoluogo nisseno. Presa di mira la sede del pubblico registro automobilistico di Via Pietro Leone 2, dove si sono introdotti i ladri, durante la notte.

La scoperta è stata fatta da due impiegati che si stavano recando al lavoro che si sono accorti dell’effrazione, chiamando la Polizia.

Da un sopralluogo effettuato presso gli uffici, i poliziotti delle volanti, hanno trovato un armadio blindato riverso per terra, che i malviventi non sono riusciti ad aprire, mentre un altro armadio blindato è stato aperto.

Un funzionario del P.R.A., ha riferito ai poliziotti che da quell’armadio sono stati asportati tredicimila certificati di proprietà numerati progressivamente.

Sul posto sono intervenuti gli investigatori della Polizia Scientifica, che hanno constatato il taglio della rete metallica esterna, che si affaccia in Via Bissolati, il danneggiamento della centralina dell’impianto di allarme e, all’interno degli uffici, diversi cassetti delle scrivanie rovistati.

Un furto da professionisti, dunque, che sapevano come entrare, come eliminare il pericolo dell’allarme e soprattutto erano a conoscenza del contenuto degli armadi blindati, uno di essi contenente soldi e l’altro materiale prezioso per chi con le automobili è in grado di perpetrare DSC_0225truffe, quali sono i certificati di proprietà. Non è escluso, infatti, che a dispetto del goloso bottino costituito dai contanti che il PRA dell’Aci riceve come pagamento di bolli e iscrizioni, il vero obiettivo fossero proprio i certificati.

Nell’ufficio adiacente al front-office, dove è custodita la cassaforte armadio corazzata, gli agenti hanno rinvenuto una prolunga di cavo elettrico con avvolgente e, su una scrivania, un flex con relativo disco da taglio, abbandonati dai malviventi, che per tal via sono usciti senza ingombranti attrezzature che avrebbero destato sospetti.

DSC_0301I malviventi mentre puntavano alla cassaforte, per impossessarsi del denaro in essa contenuto, ma, verosimilmente disturbati da qualcosa, hanno desistito dall’intento criminoso abbandonando gli attrezzi e dandosi a precipitosa fuga.

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