Furti, rapine ed estorsioni: 13 condanne a Caltanissetta

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Quattro annullamenti con rinvio in Corte d’appello, tredici condanne, di cui due con pene rideterminate e le altre confermate. Così ha deciso la Corte di Cassazione sul processo per le inchieste “Cobra”, “Figaro” e “Giro di vite” sulla gestione dello spaccio a Caltanissetta
e su una serie di episodi di furti, rapine, estorsioni e
danneggiamenti messe in atto dai componenti di due gang criminali.
I giudici hanno stabilito che sarà necessario un nuovo processo d’appello per i fratelli nisseni Ivan, Fabio e Vincenzo Ferrara, quest’ultimo considerato colui che gestiva lo spaccio di droga in città direttamente agli ordini di Cosa nostra e per Carlo Salvatore Sanfilippo. A Vincenzo Ferrara la pena era stata ridotta in appello a
18 anni e 6 mesi, rispetto ai 30 anni del processo di primo grado mentre i fratelli Ivan e Fabio erano stati condannati a 11 anni ciascuno (in primo grado la pena era stata di 18 anni a testa) perché era stata riconosciuta l’attenuante della lieve entità del fatto, in questo caso non si sarebbe quindi trattato di un’organizzazione di
alto livello di pericolosità nel gestire lo spaccio. Ad assisterli l’avvocato Dino Milazzo. Davanti alla Corte d’appello tornerà anche Carlo Salvatore Sanfilippo (difeso dagli avvocati Danilo Tipo e Sergio Iacona), che era stato condannato nel primo processo di secondo grado a 5 anni e 8 mesi più 1.200 euro di multa (8 anni la pena del processo di primo grado). Sconto di un anno deciso dalla stessa Cassazione, senza bisogno di disporre un nuovo appello, per Francesco Fiandaca (difeso dall’avvocato Maria Francesca Assennato) detto “Pantani”, condannato a una pena definitiva di 4 anni e 6 mesi rispetto ai 5 anni
e 6 mesi dell’appello (12 anni e 6 mesi in primo grado), mentre per Giovanni Di Girolamo (assistito dall’avvocato Dino Milazzo) la pena è stata stabilita in 3 anni di reclusione, rispetto ai 3 anni e 3 mesi dell’appello (in primo grado la pena era stata di 4 anni e 7 mesi).
Per il resto confermate le condanne degli altri imputati che avevano presentato ricorso o che per chiedere l’annullamento della sentenza o che sono diventate definitive per non essersi rivolti alla Cassazione
e cioè 7 anni e 1 mese a Manuel Mosca rispetto ai 16 anni e 7 mesi del primo grado, 4 anni più 2.500 euro di multa – 23 anni in primo grado – la pena per Davide Palermo, assolto anche per un paio di reati minori.
È di 9 mesi la pena per Luana Scarlata (12 anni in primo grado), 1 anno a Marianna Ventura pena rispetto ai 10 anni del processo di primo grado, 5 anni e 500 euro di multa per Luigi Minnella (6 anni e 2 mesi in primo grado), 3 anni e 9 mesi a Nunzio Di Stefano (14 anni e 6 mesi
in primo grado), 3 anni e 2 mesi più 2mila euro di multa per Elia Giardina rispetto ai 6 anni e 2 mesi decisi dal Tribunale collegiale in primo grado, 3 anni e 1.800 euro di multa la condanna per Fabio Celestri, con la pena in primo grado che era stata di 9 anni e 4 mesi.
Pena di 4 anni e 6 mesi più 450 euro di multa per Afredo Maffi rispetto ai 6 anni del primo grado, 2 anni ciascuno a Raimondo Alletto e Davide Li Vecchi, 1 anno e 6 mesi a Giuseppe Ferrara, 10 mesi a Nicola Salvatore Amico e 8 mesi a Umberto Niotta; associazione a delinquere finalizzata allo spaccio, associazione finalizzata a furti
e rapine e singoli episodi di reati connessi le accuse contestate a vario titolo agli imputati. A formare il collegio difensivo Salvatore Daniele, Maria Francesca Assennato, Michele Ambra, Giuseppe Dacquì, Dino Milazzo, Massimiliano Bellini, Ernesto Brivido, Walter Tesauro,
Danilo Tipo, Alberto Fiore, Fabio Esposto, Sergio Iacona, Giacomo Vitello, Boris Pastorello, Alberto Salpietro, Calogero Meli, Salvatore Amato, Ferdinando Milia, Salvatore Cannata, Paolo Scodanibbio e Dino
Gabriele Magno.

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