Funzionario del Genio Civile arrestato dai carabinieri, avrebbe preteso tangente da un’impresa

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Avrebbe preteso una somma di denaro da parte di un imprenditore affinché proseguissero regolarmente i lavori che questi si era aggiudicato in un Comune della provincia di Caltanissetta. Con l’accusa di tentata concussione è finito agli arresti domiciliari il dirigente agrigentino Vincenzo Caruso, ex soprintendente ai beni culturali di Caltanissetta, all’epoca dei fatti contestati in servizio al Genio Civile del capoluogo nisseno.

All’alba i carabinieri della Compagnia di Caltanissetta hanno dato esecuzione ad un’ordinanza di custodia cautelare in regime di arresti domiciliari emessa dal Gip del Tribunale di Caltanissetta nei confronti del dirigente agrigentino. Il provvedimento trae origine da un’indagine condotta dal nucleo operativo radio mobile coordinata dalla Procura della Repubblica che ha fatto luce sul presunto tentativo di concussione posto in essere dall’indagato in danno di un imprenditore nisseno.

L’operazione costituisce l’epilogo di un percorso investigativo più articolato iniziato con la denuncia presentata dalla stessa vittima. Dopo essersi aggiudicato la gara d’appalto per la realizzazione di lavori pubblici l’imprenditore sarebbe stato avvicinato dall’indagato, all’epoca dei fatti in servizio presso il Genio Civile di Caltanissetta, con richieste di denaro per la prosecuzione dei lavori. Approfittando della qualità di direttore dei lavori, anche attraverso l’uso di minacce, l’indagato avrebbe preteso dall’imprenditore la consegna di una tangente di 15 mila euro, per garantire all’appaltatore il regolare andamento dei lavori.

Caruso ha nominato quale legale di fiducia l’avvocato Vincenzo Caponnetto. Si trova adesso ristretto presso la propria abitazione ad Agrigento.

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