Funziona il nuovo farmaco per l’Epatite C: al Sant’Elia guariti 300 pazienti

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In un primo tempo era stato somministrato soltanto ai pazienti più gravi. Adesso il farmaco antivirale di nuova generazione per la cura dell’Epatite C è stato esteso a tutti i pazienti affetti dal virus con ottimi risultati. Su 298 pazienti, trattati dal reparto di Malattie Infettive dell’ospedale Sant’Elia, infatti, soltanto 3 non hanno risposto alla terapia ma anche questi ultimi saranno sottoposti a nuovo trattamento. Il farmaco ha dimostrato non solo di essere estremamente efficace ma anche di non avere alcuna controindicazione e adesso i quasi 300 pazienti che hanno sconfitto il virus potranno tornare a condurre una vita normale. “In un primo tempo – ha spiegato il primario facente funzioni Alfonso Averna – la terapia era stata somministrata soltanto ai pazienti con cirrosi epatica, oggi invece è stata estesa a tutti coloro che hanno contratto il virus. Questi 300 pazienti hanno avuto una negativizzazione del virus e quindi possono dirsi guariti senza alcun effetto collaterale. Il dosaggio è di una pillola al giorno per 3 mesi e a giorni uscirà una nuova terapia per 2 mesi. Si tratta di farmaci antivirali ad azione diretta che costituiscono una piccola rivoluzione e che negli anni porteranno alla scomparsa del virus. Questi pazienti – continua il dottore Averna – sono stati segnalati dai medici di Medicina Generale mentre altri provengono direttamente dal reparto. Per accedere alle terapie bisogna fare uno screening generale (analisi, ecografia, fibroscan) e dopodiché il paziente viene immesso nella “Rete Hcv” siciliana che effettuerà la validazione. Bisogna sottolineare due cose. La prima è che la nuova terapia negativizza la replicazione del virus ma gli eventuali danni causati dalla malattia rimangono. In secondo luogo sottolineo che non si tratta di un vaccino per cui questi pazienti, al pari di qualsiasi altra persona, se si espongono nuovamente a rischi possono contrarre nuovamente la malattia. Per quanto riguarda le tre persone che non hanno risposto positivamente alla terapia – conclude Averna – è possibile che il trattamento non abbia funzionato perché il virus era resistente al tipo di farmaco e, poiché i farmaci nella nostra disponibilità sono due, ripeteremo la terapia con l’altro”.

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