Frutto di attività mafiose, scatta la confisca per i beni di Giancarlo Giugno. Alcuni beni restituiti ai familiari

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Confiscati beni per un valore di alcune centinaia di migliaia di euro ad un esponente di spicco di “cosa nostra” di Niscemi, Giancarlo Giugno.

Stamane, personale della Divisione Polizia Anticrimine della Questura di Caltanissetta, in esecuzione al decreto emesso lo scorso 16 dicembre dalla Sezione Misure di Prevenzione del Tribunale di Caltanissetta, ha proceduto alla confisca, di beni immobili e mobili, rientranti nella disponibilità di Giugno Giancarlo Maria Lucio, nato a Niscemi l’1.1.1959, in atto detenuto, il cui valore ammonta ad alcune centinaia di migliaia di euro, già sequestrati nel 2013.

Nel corso dell’operazione, sono stati confiscati, poiché frutto dell’attività illecita compiuta da Giugno, beni immobili quali fabbricati) e automezzi, intestati anche a suoi parenti.

Familiari a cui però sono stati restituiti altri beni frutto del precedente sequestro preventivo del 2013.

Giancarlo Maria Lucio Giugno è stato più volte tratto in arresto nell’ambito delle operazioni di polizia denominate “Leopardo” (anno 1992), “Rinascita” (1992), “Ricostruzione” (2001), “Apogeo” (2004), “Plebis” (2007), “Rewind” (2013), eseguite da personale di questa Squadra Mobile, poiché sottoposto ad indagini per associazione mafiosa, estorsioni, omicidio e danneggiamenti vari, con l’aggravante di aver fatto parte dell’associazione mafiosa denominata “cosa nostra”, con il compito di avere promosso, diretto ed organizzato l’associazione stessa.

Con sentenza del 15.4.1999 della Corte di Appello di Caltanissetta, irrevocabile il 26.5.2001, è stato condannato alla pena di anni 8 di reclusione, poiché riconosciuto colpevole del delitto di associazione mafiosa, nonché è stato condannato il 23.3.2004 con sentenza della Corte di Appello di Catania, divenuta irrevocabile l’8.4.2004, alla pena di anni 1 e mesi 8 di reclusione per associazione mafiosa ed estorsione in concorso.

Inoltre, con sentenza del 13.5.2004 della Corte di Appello di Caltanissetta, divenuta irrevocabile il 24.12.2004, è stato condannato alla pena di anni 10 di reclusione per associazione per delinquere finalizzata alla al traffico di sostanze stupefacenti.

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