Fratelli d’Italia dopo il crollo del ponte “Morandi”: “Forse anche a Caltanissetta si aspetta che scappi il morto”

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Anche il Coordinamento cittadino di Fratelli d’Italia di Caltanissetta si associa al cordoglio nazionale per la gravissima sciagura che ha colpito la città di Genova con il crollo del cavalca via “Morandi” e nel contempo esprime un ringraziamento ai Vigili del fuoco ed alle Forze dell’ordine che si sono e si stanno prodigando per portare aiuto alla popolazione. Questo grave avvenimento avviene a distanza di un settimana dall’esplosione di una cisterna sull’autostrada di Bologna, che ha causato il cedimento un tratto dell’autostrada. In questo frangente il Governo nazionale afferma che a Bologna si interverrà in tempi celeri mentre Genova riavrà il ponte (speriamo costruito altrove e lontano da civili abitazioni) entro il 2019, cioè entro un anno. Lungi dal voler noi fare sterili polemiche che anche qualche “Solone” nisseno porta avanti sui social, più che altro si natura politica, desideriamo esprimere la nostra preoccupazione per la gravissima situazione viaria del centro Sicilia: Caltanissetta più volte viene indicata per la sua posizione centrale che la potrebbe porre al centro di attività turistiche e culturali, ma, nei fatti, la nostra rete viaria fa acqua da tutte le parti e la riteniamo pericolosissima. Innanzitutto vorremmo chiederci come mai i lavori sulla A19, unica strada che ci collega quasi decentemente con il Capoluogo di Regione, sono di fatto fermi da svariati anni all’altezza dello svincolo di Scillato, dove un viadotto è stato fatto “brillare” perchè pericolosamente inclinato ed appoggiato all’altra carreggiata. Per arrivare in città da Palermo si deve uscire a Scillato e proseguire per alcuni chilometri, a velocità bassa, su strade locali e realizzate (male) per l’occasione, per poi immettersi in autostrada dopo la parte mancante. Le foto di Google realizzate dai satelliti parlano da sole. Perchè il nord Italia ottiene questa “sensibilità” governativa mentre la Sicilia deve mantenere una viabilità quasi ottocentesca? E sempre sulla stessa autostrada, all’altezza dello svincolo per Resuttano, da oltre 25 anni si deve transitare al centro della carreggiata, in quanto i lati sono pericolanti: in tutto questo tempo nè si è intervenuti (se non recentemente e in piccole porzioni) nè si è redatto un progetto di rifacimento totale. Aspettiamo qualche crollo “corposo” o che ci scappi il morto? Ma le nostre preoccupazioni non si fermano qui. La parte di SS640 che è in fase di raddoppio ed ammodernamento, nella parte che dallo svincolo della SS626 (Caltanissetta – Gela) arriva alla A19 vede la costruzione della seconda carreggiata, già in fase avanzata nei lavori, e chiaramente prevede l’utilizzo dell’attuale tratto diviso in due corsie dai “new jersy” in cemento come seconda carreggiata. Qualcuno sa in che condizioni sono i piloni? Già da diversissimi anni (leggasi decenni) le armature sono prive di cemento, cioè il ferro è visibile alla vista, arrugginito, corroso dalla salsedine del fiume, che si chiama Salso proprio perchè è salato ed aumenta la corrosione. Come mai con tanti soldi spesi per raddoppiare e spesso modificare il tracciato (quindi costruirlo ex novo) non si è pensato di ricostruire questo tratto di strada di un chilometro e mezzo e togliere questo pericolo? Anche in questo caso bastano le foto satellitari di Google per vedere che il viadotto nuovo è solamente uno. Anche le condizioni della SS626 che porta a Gela passando da Capodarso non sono delle migliori: i viadotti cedono ed anche in questo caso le foto (stavolta fatte da sotto) parlano chiaro. Si vedono armature e mattoni. E’ previsto qualche lavoro? Una manutenzione straordinaria? Avvicinandoci alla città non possiamo non vedere che il ponte San Giuliano, nei pressi della galleria Sant’Elìa, è chiuso da anni in quanto ci sarebbero problemi di staticità: molte persone, però, vedono mezzi della ditta che lavora al raddoppio della SS640 che vi transitano. Vorremmo chiarezza. E’ stabile o pericolante? Sarà abbattuto (e la galleria?) o “ceduto” al Comune per la viabilità cittadina (da via due Fontane e contrada “La Spia”)? Ma se è davvero pericolante, sarà ceduto al Comune in queste condizioni o prima sarà sistemato? E che dire del ponte sulla SS640 dopo l’hotel Ventura? Totalmente privo di cemento si vedono le armature arrugginite di entrambi i piloni di sostegno, tanto che da diversissimi mesi è ormai chiuso al transito, creando seri problemi a diverse attività commerciali che sorgono nella zona ed agli abitanti di via Concetto Marchesi. Cosa si farà con questo ponte? sarà abbattuto e rifatto? Sarà “ristrutturato”? Ma sono già stati fatti “esami clinici” sulle sue condizioni? Attendiamo che crolli sopra auto in transito da e per Agrigento? Ancora più recente è la bretella di collegamento tra la SS640 e la SS626, per intenderci quella che passa sopra “Pian del Lago”: un lungo viadotto che ha deturpato il paesaggio ma che era necessario per unire la parte nord della città e quanti provenivano dalla zona del Vallone e dell’agrigentino con la SS626 CL-Gela e, quindi, l’autostrada. Purtroppo già da tempo nel ponte che passa quasi accanto al Centro di Identificazione di Pian del Lago si nota un restringimento di corsia, in quanto i bordi delle campate sono pericolanti e potrebbero non reggere il peso di auto e camion in transito. Ma anche qui, oltre ai segnali stradali, si sconosce la possibilità di un intervento, la progettualità di rifacimenti o ciò che si vuole fare con tale grave situazione. Questi interrogativi rimangono da troppo tempo senza risposte. La nostra preoccupazione si aggrava col passare degli anni, dei decenni. Vorremmo e chiediamo esplicitamente ai tutti i nostri parlamentari, nazionali e regionali, di ogni colore politico, che si impegnino immediatamente per chiarire ad ogni livello in che grave situazione versa la viabilità del centro Sicilia; chiediamo che impegnino i Governi regionale e nazionale a prendere immediati provvedimenti per evitare ogni pericolo per la popolazione, perchè la sicurezza dei cittadini viene prima dei partiti e degli interessi di coalizione. Non ci riteniamo cittadini di serie B e chiediamo a gran voce che il nostro territorio venga attenzionato con la stessa velocità con cui si aiutano le zone del nord Italia.

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