Fratelli d’Italia Caltanissetta: “Il Comune pensa a una nuova fontana, ma quando sistemerà quelle già esistenti?”

853

Apprendiamo da notizie giornalistiche che il Comune attende che venga spostata la centralina di rilevamento dell’inquinamento atmosferico da parte del Libero Consorzio di Caltanissetta (ex Provincia Regionale) per demolire il chiosco finora adibito a rivendita di giornali e che, al momento, sarebbe abbandonato a se stesso. Il progetto comunale prevederebbe di realizzare, in piano unico (‘sti benedetti piani unici…), una piazzatta da “abbellire” con una fontana.
Partiamo dal presupposto che ogni cosa possa abbellire la città è un fatto positivo; ma ci preoccupa l’idea di un nuova “fontana”, visto il destino delle numerose fontane cittadine, perennemente abbandonate o non funzionanti o vuote o puzzolenti a causa dell’acqua torbida.
Sicuramente questa dichiarazione farà risentire qualcuno, ma i dati di fatto parlano chiaro. Analizziamoli.
La fontana di piazza Garbaldi è spesso sporca ed ogni volta che nasce un intoppo al ricircolo dell’acqua necessita un intervento, previo accordo Comune-Caltaqua.
Spesso sporca, anche se funzionante, risulta la fontana di villa Cordova, nella quale si sono succeduti diversi interventi per il ripristino; recentemente sono state trovare persone a “farsi la barba” utilizzando la fontana come un lavandino (e ci auguriamo di non vedere gente in mutande o senza come è successo nei giorni scorsi a Roma).
Completamente vuota ed in abbandono la fontana della villa Amedeo, dove una volta troneggiava il puttino dello scultore Cervello, a suo tempo danneggiato dai soliti vandali ed oggi consevato nell’atrio del teatro comunale. Nè si è mai pensato ad una copia della scultura, nè si progetta di rimettere in funzione la fontana.
Un’altra fontana storica, prima sempre funzionante, poi funzionante solo in occasione di determinate festività, è quella del largo Badìa, davanti la chiesa Santa Croce. Oggi è totalmente abbandonata nonostante potrebbe essere l’unica fontana a non avere problemi relativamente ai getti d’acqua, visto che è del tipo a cascata. Forse viene ritenuta fuori dallo spazio pedonale e quindi fuori dal “salotto buono”? E’ un peccato.
Altre due fontane storiche, più note anche come “abbivratura” cioè abbevaratorio per animali, sono la Fontana di San Francesco e la fontana che si trova lungo la statale 122bis che collega via Borremans allo svincolo di contrada La Spia per l’autostrada. Dalla prima non scorre acqua dai rubinetti e solo la parte posteriore, quella che realmente veniva utilizzata per far bere gli animali, risulta piena, ma priva di ricircolo dell’acqua. La seconda, a suo tempo utilizzata non solo per gli animali ma anche dai cittadini che si andavano a rifornire con i bidoni in caso di carenza idrica in città, come da quanti passavano tempo andando li a lavare l’auto, è ormai a secco da un paio di anni.
Altre tre fontane sono state realizzate in tempi recenti. Una di queste venne presentata come “fontana monumentale”, forse per la sua estensione: si trova in piazza Capuana, nello slargo adiacente la scuola elementare di Santa Lucia. Per la sua realizzazione la piazza venne ripavimentata e la retrostante gradinata Lo Piano fu munita di miniproiettori nel gradini in modo che all’occhio del cittadino potesse sembrare un gioco d’acqua dalla soprastante via Messina e sino alla fontana, che era illuminata dall’interno. Di quei miniproiettori oggi restano quasi solo i bughi nel basolato dei gradini; la fontana (che altro non è che una serie di gradoni con acqua a cascatelle) è sempre a secco ed al buio.
Le altre due sono, in effetti, due rotatorie: una tra viale Amedeo e viale Regina Margherita e la seconda all’incrocio tra le vie Ferdinando I e don Minzoni. Entrambe sono state aggiustate più volte, spesso sono state oggetto di incidenti che ne hanno compromesso la tenuta stagna, hanno costantemente problemi agli zampilli (quesi del tutto inesistenti) ed un evidente problema al ricircolo dell’acqua, che risulta di colore verdastro e maleodorante.
Se questa è la realtà delle cose, possiamo nutrire qualche dubbio sulla necessità di realizzare una nuova fontana sul cui destino incombono scure nubi? E perche distruggere tutti i chioschi che un tempo da questo in corso Vittorio Emanuele si ritrovavano (e tutti realizzati con la stessa forma) anche in piazza davanti la Camera di Commercio (allora Posta), due in piazzetta Tripisciano ed altri due adiacenti la chiesa Santa Croce? Sicuramente erano migliori di quelli moderni di forma squadrata, di materiale ferroso e vetro.
Meglio un chiosco (funzionante) che una fontana abbandonata.
Il Coordinamento cittadino di Fratelli d’Italia Caltanissetta
Caltanissetta, 24 agosto 2018.

Commenta su Facebook