Formazione professionale. La Cisl scuola: "non criminalizzare i problemi"

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L’anno 2013 si è concluso con il fallimento del Presidente Crocetta, della sua Giunta e dell’Amministrazione Regionale in materia di Formazione Professionale; l’annunciata rivoluzione

del settore si è trasformata solo in un disastro per i lavoratori. Nessuna soluzione all’orizzonte, nonostante le continue sollecitazioni della nostra Organizzazione a tutti i livelli, nel dare priorità alla drammatica emergenza sociale che ha travolto migliaia di lavoratori e le loro famiglie nel passaggio dal vecchio al nuovo sistema.

La verità, alla luce dei risultati disastrosi, è che il Presidente Crocetta ed il suo Governo non hanno alcuna idea su cui basare il nuovo sistema della formazione in Sicilia. La cosiddetta “pulizia moralizzatrice” posta in essere dal Governo Crocetta ha di fatto distrutto il settore senza alcuna idea di programmazione e di riforma, lasciando il sistema ancora sotto il controllo della politica.

La stessa politica che, negli ultimi anni, tra Assessori, Deputati e qualche Dirigente ha esposto il sistema al fallimento, gonfiando prima a dismisura alcuni enti e poi portando al tracollo l’intero settore.

A pagarne le conseguenze sono sempre i lavoratori che continuano a non percepire le retribuzioni da mesi e mesi ed ora vedono precarizzato il loro futuro senza certezze né garanzie non avendo addirittura riconosciute le anzianità di servizio ed i livelli contrattuali acquisititi.

Lo stesso governo ha tradito quel minimo di fiducia che il sindicato gli ha dato individuando il Ciapi come soluzione transitoria verso il nuovo sistema pur mantenendo tutte le tutele contrattuali e sociali dei lavoratori.

Sulla Formazione Professionale il Presidente Crocetta dimostra come unica soluzione quella finalizzata a criminalizzare i problemi piuttosto che a trovare soluzioni. L’intera nostra Organizzazione, da sempre, ha ribadito l’urgenza di riforme impegnative sulla Formazione Professionale, la necessaria rottura con il passato, la liberazione da ogni forma di illegalità per trovare una soluzione definitiva, condivisa e reale solo se coniugata con elementi di giustizia sociale.

Nell’anno appena concluso, abbiamo registrato e denunciato: incertezze, contraddizioni, accordi siglati e non rispettati, che hanno determinato un massacro per i lavoratori in preda alla paura insieme alle loro famiglie. Oggi, non si intravede alcuna riforma, né ci sono concrete garanzie per i lavoratori; sono stati cancellati gli enti piu significativi e qualificati del sistema in possesso di capacita, storia e professionalità.

Inoltre, l’unica soluzione prospettata per i lavoratori dello Ial Sicilia e degli altri enti revocati, per coloro i quali hanno visto i propri enti esclusi a vario titolo dall’Avviso 20 e per i lavoratori licenziati è quella di un transito a tempo determinato per soli 7 mesi, con salari più bassi di quelli percepiti nel passato, forse con l’incubo di non incassare mai più (nonostante abbiano lavorato!) gli stipendi da giugno 2013 a gennaio 2014, al Ciapi di Priolo è senza la certezza che i 1.415 bastino a tutelare tutti. Invece di portare avanti una azione di concertazione con il sindacato per le vere riforme di tutte e 3 le filiere creando di fatto il sistema della Formazione Professionale in Sicilia si continua ad alimentare il Ciapi in modo spregiudicato senza strategie e prospettive rischiando di farlo diventare un altro carrozzone della Regione.

Il solo trasferimento di corsi e finanziamenti al Ciapi, con la precarizzazione dei lavoratori che da contratti di lavoro a tempo indeterminato dovrebbero passare a contratti a tempo determinato, non è la soluzione ai problemi della formazione nell’isola, bensì il trasferimento di tutto quello che non funziona da un ente ad un altro. Come CISL Scuola continuiamo a chiedere, per i lavoratori della Formazione, la stabilità del loro posto di lavoro, il diritto alla retribuzione puntuale e non di essere trattati come carne di macello da un Governo che si dichiara rivoluzionario e che, invece, senza idee e programmi, continua a massacrare la parte più debole cioè i lavoratori siciliani, che con grandi sacrifici nonostante le continue umiliazioni, senza stipendi e senza prospettive future, continuano a recarsi, a costo di grandi sacrifici per le decine di stipendi arretrati non percepiti, sul posto di lavoro.

È passato tutto il 2013 e non si è visto altro che perdita di garanzie, di posti di lavoro e di mancato percepimento di stipendi. Questo è l’emblema del fallimento di Governo ed Amministrazione regionale! Il Presidente Crocetta e gli Assessori Scilabra e Bonafede non possono più perdere tempo e devono avviare una fase di riforma seria per la quale continuiamo a batterci insieme ai lavoratori. Non si può più perdere tempo, i lavoratori e le loro famiglie non ce la fanno più! La smettano per il rispetto della drammatica situazione dei lavoratori la smettano ad annunciare facili annunci e si adoperino subito a trovare soluzioni a tutti gli aspeti in politiche occupazionali e di riforma.

Sempre come CISL Scuola, dal 2009 sosteniamo che questo è un settore che va cambiato radicalmente, ristrutturato, bonificato, riqualificato ed alleggerito sia come enti che come personale con un progetto pluriennale e condiviso, mentre il Governo ha fatto il contrario. Non siamo più disponibili, alla luce dei fatti e dei risultati e vista l’iconerenza e il mancato rispetto degli accordi con il sindacato promuoveremo azioni di lotta durissime e permanenti presso la Presidenza della Regione coinvolgendo anche i Governi superiori Nazionale e della UE per smontare l’imbroglio di una falsa riforma e fermare il massacro dei lavoratori.

Il Segretario Regionale

(F.to Giorgio Tessitore)

Il Segretario Regionale

(F.to Giovanni Migliore)

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