Formazione. Gli operatori al Presidente: “Ora basta”. Poi la possibile soluzione

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E’ scoppiata davanti al presidente della Regione, Rosario Crocetta, la protesta degli operatori della formazione professionale, in particolare quelli degli sportelli multifunzionali che da molti anni prestano servizio nei centri per l’impiego.

Uno scontro aspro, quello dei lavoratori con il presidente Crocetta, accolto dai cori “lavoro, lavoro” e dalle magliette con su scritto “ora basta” da circa 60 lavoratori che rappresentano una platea di quasi 140 nella sola provincia nissena, 1780 in tutta la regione.

Momenti di tensione e forze dell’ordine costrette a intervenire, circondando Crocetta che però non si è tirato indietro dal dialogo. Prima si è messo a tu per tu con alcuni operatori che rivendicavano stipendi, contratti. Poi ha preso il microfono per spiegare la soluzione che il governo avrebbe trovato. Un discorso lungo, difficile, interrotto da interventi concitati dei presenti, che infine si è concluso con una promessa e una condizione che rivelano una notizia: Crocetta ha smentito la trattativa che stava conducendo l’assessore per i contratti a progetto. “Niete contratti a progetto e niente ritorno agli enti. Faremo una legge, già inserita nella finanziaria Bis che andrà in aula il 27 maggio, per transitare tutti i dipendenti al Ciapi di Priolo. Senza nessun bando, ma garantendo la continuità lavorativa”. Questo ha infine proposto Crocetta, ottenendo un applauso dai più e qualche critica da alcuni non ancora del tutto convinti. Non tanto dalla soluzione che sarebbe quella auspicata dagli stessi lavoratori, ma dall’effettiva possibilità che tale disegno vada in porto.

Il problema dei lavoratori degli sportelli multifunzionali

Le persone che protestavano, fanno parte di una platea di 1780 operatori specializzati che hanno, fino al 30 settembre 2013, operato (da dipendenti degli enti di formazione professionale) all’interno dei Centri per l’Impiego, in affiancamento ai dipendenti regionali, per l’erogazione delle Politiche Attive del Lavoro, ovvero di quelle azioni di orientamento e affiancamento a giovani in cerca di prima occupazione, a disoccupati, a percettori di sostegno al reddito (cassintegrati), a migranti e soggetti con handicap. Le Politiche Attive del Lavoro sono state rese obbligatorie dalla Legge Fornero e sono state finanziate dal Fondo sociale europeo.

In seguito agli scandali che hanno investito la Formazione Professionale, il governo Crocetta ha deciso di sottrarre questi Servizi agli enti privati (colpevoli spesso di ritardi nei pagamenti degli stipendi) per farli transitare al Ciapi, ente strumentale della Regione Sicilia, utilizzando il Piano Giovani (a finanziamento europeo e nazionale). Dal 22 Ottobre 2013 al 22 Aprile 2014, quindi, questi lavoratori hanno prestato la loro attività per conto del Ciapi, seppure con un contratto a termine. Alla scadenza di questo contratto, l’Amministrazione regionale non è stata in grado di riattivare questi contratti, vincolati a un congruo finanziamento derivante dalla Garanzia per i Giovani  (Youth Guarantee) che è già operante in molte regioni italiane e che è invece al palo sono in Sicilia. Offrirà tirocinii e borse lavoro a tutti i giovani NEET (cioà senza istruzione e senza lavoro) dell’Isola e tale competenza sarà proprio dei lavoratori degli sportelli multifunzionali. Una decisione, questa, presa dallo stesso governo Crocetta per salvaguardare questa platea di dipendenti degli enti di formazione, ma che al momento è rimasta bloccata per varie vicissitudini, tra cui la bocciatura della finanziaria bis all’Ars, che avrebbe consentito, intanto, di farli ripartire.

Nel frattempo, le mensilità di stipendio non sono state erogate neanche dal Ciapi. Gli operatori dei Servizi Formativi ad oggi si trovano senza soldi da Gennaio e senza alcuna prospettiva concreta di riprendere il loro lavoro; In più, 178 di milioni di euro destinati dal Governo Renzi alla Youth Guarantee restano inutilizzati.

Le richieste degli operatori a Crocetta riguardano quindi la tutela di un lavoro qualificato ed indispensabile, la garanzia di una contrattualizzazione immediata, per uscire dal limbo di una mancanza di tutele, e la corresponsione delle mensilità arretrate.

la possibile soluzione. Decreto collegato alla finanziaria bis all’Ars

Il Governatore, dopo una settimana caratterizzata da proteste e dal susseguirsi di proposte amministrative tutte dimostratesi non percorribili praticamente (un periodo di contratto atipico, un nuovo bando per il reclutamento, un ritorno agli enti di formazione….) ha dichiarato di aver presentato un apposito emendamento alla mini.finanziaria in discussione all’ARS martedì prossimo per garantire il rientro in servizio degli operatori (138 i nisseni) presso il Ciapi.

E’ stato a questo punto che i lavoratori hanno abbandonato la protesta. Alcuni hanno applaudito, altri sono rimasti diffidenti, altri hanno detto al presidente della Regione di confidare in lui. I lavoratori, infatti, hanno applaudito  l’intenzione di Crocetta di smentire la trattativa prima intavolata dall’assessore che aveva proposto contratti Cocopro per alcuni mesi e anche l’ipotesi di alcuni che prevedevano un ritorno agli enti formativi quali datori di lavoro degli operatori degli sportelli. La soluzione del Ciapi di Priolo, ente della Regione, appare la più consona a salvaguardare una platea di lavoratori che operano nei centri per l’impiego a fianco di dipendenti regionali, con mansioni assimilabili a volte, fianco a fianco, ma con tutele e contratti differenti.

 

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