I fondi europei sbandierati. Ma su Agenda Urbana arriva una sonora bocciatura dalla Regione

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Una bocciatura che arriva “dopo un lungo lasso di tempo” peraltro a causa del ritardo con cui la cabina di pilotaggio di Caltanissetta ed Enna ha inviato il quadro finanziario più dettagliato richiesto.

Così per ricevere numerosi rilievi critici al preliminare di strategia per i fondi dell’Agenda Urbana, le due città “contermini”, individuate quale polo del centro Sicilia – Enna e Caltanissetta- , hanno anche dovuto attendere mesi. A novembre la presentazione del preliminare della strategia urbana sostenibile al Dipartimento programmazione, a febbraio arriva quella che somiglia tanto ad una bocciatura.

Se non si cambia subito direzione saranno a rischio i fondi europei tanto sbandierati ad ottobre. Fondi per 21 milioni di euro a Caltanissetta e 16 milioni ad Enna che qualcuno credeva addirittura già arrivati.

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Somme ancora disponibili nell’ambito del Po-Fesr 2014-2020 “Agenda Urbana”, ma solo se il “Comitato di pilotaggio” costituito tra Enna e Caltanissetta e guidato dal sindaco di Enna, Maurizio Di Pietro, farà in fretta a correggere la strategia, presentando progetti dettagliati tramite il “comitato tecnico scientifico” composto dall’architetto Maurizio Miccichè per il comune ennese e dall’ing. Tomasella per quello nisseno.

Digitalizzazione dei processi amministrativi, riduzione dei consumi, mobilità sostenibile nell’area considerata, modernizzazione dei sistemi produttivi, beni culturali e turismo. Sono solo alcuni degli obiettivi di Agenda Urbana per i quali i due comuni hanno messo in campo il preliminare di strategia.

Le “Osservazioni” al preliminare di strategia formulate dal Dipartimento programmazione”, unità operativa “Sviluppo urbano” sono impietose, sei pagine fitte di criticità e incongruenze.

Sulla “Diagnosi territoriale”, i tecnici dell’assessorato rilevano che “le analisi preliminari descrivono in maniera non adeguatamente approfondita le principali caratteristiche strutturali del sistema urbano” e soprattutto lo scenario urbano, così come invece vorrebbe la strategia che individua le due città di Enna e Caltanissetta “contermini” che “non appaiono sufficientemente rappresentate ed approfondite in modalità comprensoriale di unico polo urbano”.

Le analisi “non presentano una disamina esaustiva dei vari ambiti considerati”, l’analisi dei bisogni è sommaria, il posizionamento strategico è sommario.

Sebbene emergano “diverse relazioni/connessioni che intercorrono tra le due città di Enna e Caltanissetta aggregate in unica Agenda Urbana”, “risulta definito solo in parte il quadro di un unico sistema comprensoriale”.

Ancor più grave che, seppur in presenza di altri strumenti di sviluppo locale funzionanti da anni come ad esempio il Gal terre del nisseno, la strategia di Agenda urbana non ne tenga affatto conto. Insomma nell’analisi mancano dati e fabbisogni riferiti a territori e popolazioni a cui gli interventi sono rivolti.

In relazione all’orientamento strategico ed operativo, il preliminare viene promosso quanto a obiettivi individuati, anche se “non molto dettagliati i riferimenti verso la crescita di un contesto urbano complesso”. Poi i tecnici si spingono a indicare quali contenuti andranno definiti nei progetti esecutivi in tema di investimenti e “motivazioni della scelta”. Da ciò che si legge, si evince che il preliminare era scarno di dati e indicazioni. Viene ad esempio consigliato di indicare quali soggetti partner siano coinvolti nelle varie azioni e con quale quota di finanziamento, quali i risultati attesi in relazione ad altri piani.

In ogni caso “non risultano adeguatamente approfondite le modalità di coinvolgimento dei vari partner nelle fasi cruciali di progettazione ed attuazione dell’Agenda Urbana”. E ancora: “Sono da approfondire forme e modalità della concertazione/cooperazione, anche rispetto all’architettura già delineata del processo di costruzione della SUS ed alla articolazione del processo di concertazione (Forum partenariale generale degli interessi, gruppi ristretti di lavoro, etc.)”. Significa che il preliminare di strategia al momento non è stato concertato, non è frutto di un processo partecipativo. Si comprende adesso cosa intendeva chi nella maggioranza di “Alleanza per la città” ha parlato di criticità nell’Agenda urbana. Un tema affrontato dalla giunta e in particolare dall’assessorato Sviluppo economico.

Impietoso il giudizio sul quadro finanziario che semplicemente “non tiene conto di quanto previsto nel PO FESR 2014-2020 e nei relativi documenti attuativi”. Verrebbe da chiedersi, dunque, che fine abbia fatto l’Ufficio Europa del comune di Caltanissetta, se il preliminare è stato così pesantemente valutato.

“Relativamente alle azioni di concertazione locale e cooperazione istituzionale, le stesse dovranno essere approfondite in relazione alle fasi cruciali di progettazione ed attuazione dell’Agenda Urbana, anche in relazione al contributo atteso dal Terzo settore, dalle organizzazioni ed associazioni di cittadinanza”. Insomma, il percorso di “Partecipazione” è ancora tutto da organizzare. Si dovrà fare presto e bene ma non è chiaro con chi. Se dovrà essere l’ufficio europa oppure esperti da nominare, o entrambi.

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