Fondi europei, 1,6 milioni nel cestino. Revocato al Comune il finanziamento per l’illuminazione tele-controllata

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Un progetto tecnologicamente innovativo che oltre a produrre risparmio energetico, utilizzando la rete di pubblica illuminazione esistente, trasforma i corpi illuminanti in rete LAN estesa, con una vasta gamma di servizi alla cittadinanza. Un rivoluzionario sistema di tele-gestione dell’illuminazione esterna che, senza dover realizzare nuove infrastrutture, consente di creare una rete di info-mobilità, soccorso del cittadino, WI-FI, servizi ambientali, ricarica veicoli elettrici, producendo nel contempo una diminuzione del capitolo di spese gestionali ed energetiche della rete di pubblica illuminazione.

Peccato però che questo progetto vada adesso coniugato al passato, anzi al trapassato, se è vero, come è vero, che il dipartimento Energia della Regione Siciliana ha definitivamente revocato il finanziamento europeo al Comune di Caltanissetta per la “Piattaforma tecnologica ad onde convogliate per la telegestione dell’illuminazione pubblica per la riduzione dei consumi energetici”.

1,6 milioni di euro della Comunità europea finiscono così nel cestino. 

Le tribolate vicende dell’ufficio tecnico, prima dell’insediamento in pianta stabile del dirigente Tomasella e un ricorso al TAR di una ditta esclusa dalla gara d’appalto esperita dall’Urega, hanno prodotto un ritardo tale che la Regione si è ripresa le somme, imputandole in un altro intervento.

Il progetto, a valere sull’asse “Sviluppo urbano sostenibile” del Po-Fesr 2007-2013, era stato presentato nell’ambito del PIST (Piano integrato sviluppo territoriale) dal Comune di Caltanissetta su input della giunta Campisi e inserito in graduatoria utile a febbraio del 2012. A Marzo del 2014 viene registrato alla Corte dei conti il decreto di finanziamento: 1,6 milioni di risorse comunitarie vengono assegnati dalla Regione e 400 mila euro sono la quota di co-finanziamento del Comune che puntava, tra l’altro, ad un risparmio energetico del 34% sull’illuminazione pubblica che i cittadini pagano con la TASI.

A maggio del 2014 il Dipartimento regionale invia il decreto al Comune di Caltanissetta e invita l’ente ad attivarsi per le procedure di gara “nel più breve tempo possibile” e inoltrare l’aggiudicazione avvenuta, sottoscritta dal direttore dei lavori e dal RUP del Comune.

Invito che la Regione Siciliana rinnova due mesi dopo, a luglio 2014, alla luce delle imminenti scadenze imposte dalla UE.

Campa cavallo. Un mese dopo l’ufficio tecnico trasmette una nota al Dipartimento Energia con cui comunica la trasmissione degli atti all’Urega per la gara d’appalto. Passano ben otto mesi e dagli uffici fanno sapere alla Regione che una ditta esclusa, la SIEM ha fatto ricorso al Tar contro l’esclusione da parte dell’Urega, ottenendo prima una sospensiva della gara e infine vincendo il ricorso al Tribunale amministrativo. Nasce dunque un problema procedurale in seno alla gara. Riammessa la Siem cambiano le medie calcolate per ottenere il ribasso? Pare che non cambiassero, ma il Comune anziché rivolgersi all’avvocatura comunale o a un avvocato esterno per ottenere un parere in tempi celeri, si rivolge all’Anac che nella Babilonia di ricorsi, segnalazioni, appalti, provenienti a pioggia da tutta Italia, ovviamente non dà alcuna risposta nei tempi necessari, come si si evince dal decreto dirigenziale di revoca del finanziamento del 10 ottobre 2015.

Il 10 luglio scorso il Comune, in attesa di risposte dall’Anac, chiede una proroga al 15 dicembre alla Regione che boccia la richiesta ad inizio di agosto.

Il motivo della bocciatura è semplice.

Ad agosto non c’era ancora l’aggiudicazione provvisoria dei lavori e “tenuto conto della tempistica per l’aggiudicazione definitiva e la realizzazione dei lavori (180 giorni) e nel rappresentare l’incompatibilità con le scadenze previste in sede comunitaria”, il dirigente Pietro Lo Monaco ha comunicato al Comune di non potere accogliere la richiesta. Sei mesi necessari per i lavori di realizzazione della rete, più i tempi per l’aggiudicazione non erano compatibili con le scadenze fissate da tempo.

Le somme che dovevano arrivare a Caltanissetta vengono dirottate su altri progetti tramite un ri-accertamento straordinario dei residui di bilancio. Una beffa se si pensa alle innumerevoli segnalazioni di guasti e malfunzionamenti proprio dell’illuminazione pubblica in città.

Hanno pesato su questa vicenda le tribolazioni dell’ufficio tecnico dopo il pensionamento dell’ex ingegnere capo Armando Amico, con il tira e molla per la nomina del nuovo dirigente, la successiva chiamata a scavalco dell’ingegnere capo della Provincia di Enna che prestava servizio a Caltanissetta uno o due giorni a settimana e, si dice, non firmasse troppi atti. E poi l’interdizione dalla firma di determinati atti alle posizioni organizzative dell’Ufficio tecnico, sulla base di un’interpretazione della norma su cui poi il vertice burocratico ha fatto un passo indietro. Basti pensare che tra il 2014 e il 2015, vi è una produzione di 300 determine  in meno.

“Semplice da installare – si leggeva nella relazione del progetto dell’assessorato Lavori pubblici, guidato allora da Carlo Giarratano – il sistema di telegestione dell’illuminazione esterna del territorio trasforma, grazie alla trasmissione a onde convogliate ed all’alimentazione continua fornita dagli impianti, i singoli lampioni in nodi intelligenti, interattivi e georeferenziati e l’illuminazione pubblica in una nuova rete di comunicazione integrabile a basso costo per servizi di pubblica utilità e sicurezza. Il lampione intelligente si può, con un semplice “click”, telegestire da un qualsiasi computer, lo stato di tutti gli elementi che compongono gli impianti esistenti o di nuova realizzazione e, grazie all’utilizzo della tecnica di trasmissione a onde convogliate, di programmare l’accensione, lo spegnimento, la riduzione di flusso luminoso di ogni singolo punto luce”.

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