Folla di persone ai funerali in Cattedrale, se ne va così la signora Maria

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Oltre  200 persone si sono radunate al funerale della signora Maria Cammarata, celebrato da padre Salvatore Modica giovedì 17 agosto nella cattedrale Santa Maria la Nova. Il feretro davanti all’altare, ricoperto da tanti mazzi di fiori, è uscito dalla chiesa tra gli applausi della gente, molti hanno pianto.

“U Signuri ti lu renne”. Così, con il suo caratteristico garbo e la dolcezza dei modi, la signora Maria benediceva chi, all’angolo tra via Conte Testasecca e uno degli accessi al mercato della Strata ‘a foglia, le dedicava qualche minuto di conversazione, elargendo qualcosa.

la sig.ra Maria Cammarata
la sig.ra Maria Cammarata, ph Garozzo

E’ morta giorno 11 agosto, da sola in ospedale, la signora Maria Cammarata, un’anziana nissena molto nota in città per il suo dolce sorriso che conoscevano bene gli assidui frequentatori del centro storico. La signora, che giornalmente stazionava per alcune ore in via Conte Testasecca, in prossimità della farmacia Messana, per poi spostarsi in Cattedrale, era certamente un personaggio. Indossava un cappotto e scarpe invernali sia in estate che in inverno e con discrezione chiedeva un aiuto. In realtà non chiedeva niente. Stava lì e accettava un piccolo sostegno da parte di chi, non voltandosi dall’altra parte, oltre a darle qualcosa si fermava a scambiare qualche parola. Il “basso” di un marciapiede, nel quale era finita chissà in quale modo, non aveva tolto nulla alla dignità della persona, pur nelle evidenti difficoltà in cui viveva.

La storia difficile della signora Maria, morta all’età di 86 anni, è iniziata in giovane età. Rimasta orfana, visse per per lungo  tempo in collegio e fino all’ultimo si recava ogni giorno in cattedrale.

Nessun parente della donna pare si sia presentato in questi giorni all’ospedale Sant’Elia dopo il decesso. Chi la conosceva dice che la signora aveva una nipote. Passati alcuni giorni, anche grazie all’interessamento di diversi concittadini, i funerali si sono celebrati giovedì mattina.

 

Foto di Ettore Maria Garozzo

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