Finisce in tragedia il viaggio del medico “volante”. Precipita ultraleggero, morti Giuseppe Alabiso e il figlio Emanuele

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Sono morti il pilota e il passeggero, padre e figlio, il medico Giuseppe Alabiso, medico dentista di Gela e il figlio Emanuele, a bordo di un aeromobile ultraleggero che dopo le 17.30 di ieri è precipitato in mare, a nord di Stromboli.

BodyPart-2I due corpi sono stati recuperati stamane da motovedette di guardia costiera. Il velivolo era partito da Gela (Caltanissetta) ed era diretto a Foggia. Nelle ricerche era stato impegnato anche un traghetto partito da Lipari alla volta di Napoli. I corpi sono stati ricomposti nell’obitorio del cimitero di Lipari a disposizione dell’autorità giudiziaria.

L’amministrazione comunale di Gela si dice costernata per il tragico incidente in cui hanno perso la vita Giuseppe ed Emanuele Alabiso. “Sono stato in contatto con la Direzione Marittima di Catania che ha coordinato le ricerche tra Stromboli e Lipari – ha detto il sindaco Domenico Messinese -, ma ben presto l’apprensione ha ceduto il passo al dolore per un dramma familiare, al quale siamo vicini in questo triste momento. Giuseppe Alabiso rimane un esempio di intrepido civismo solidale – ha concluso il primo cittadino – : i suoi record hanno acceso  i riflettori sulla città e i suoi problemi con iniziative benefiche che hanno onorato il nome di Gela”.

Laureato nel 1978 in medicina e chirurgia, Alabiso si specializzò in odontoiatria. Nel 1985 fondò la Juventina Gela Calcio, divenendone presidente, portando la squadra a una storica promozione in serie C, dopodiché lasciò la presidenza al padre, già presidente del Terranova, che fonda la Juveterranova Gela.

Il 17 maggio 2004, il suo aeromobile perse già una volta il controllo, per circostanze ancora da verificare, e Alabiso si schiantò nelle campagne di Sabaudia, in provincia di Latina. Il 16 settembre 2009 decise di intraprendere un viaggio in ricordo di Calogero La Mantia, aviatore morto in un incidente aereo anni prima. Parte con il suo “Storm 300” dal campo volo di Gela, e in undici giorni raggiunge Croazia, Repubblica Ceca, Danimarca, Inghilterra, Francia, Portogallo eSpagna, facendo poi ritorno a Gela. In ognuna delle sue tappe Alabiso ha lasciato un ricordo della sua città e dello scomparso La Mantia.

Il 24 maggio 2010, nel corso dell’operazione antimafia “Leonina Societas”, Alabiso viene arrestato, l’accusa ritiene che ai tempi della presidenza della Juventina, avrebbe instaurato rapporti con i dirigenti della Juventus per un possibile gemellaggio voluto dai clan mafiosi gelesi. Il 22 giugno 2010, decadono tutte le accuse su di lui.

Il 2 agosto 2014, partendo dal campo volo “la valle dei templi” di Agrigento, batte il suo stesso record di 9000 km raggiungendo Nuuk, capitale della Groenlandia, compiendo un viaggio di oltre 13000 km dopo aver fatto tappa in Austria, Germania, Belgio, Scozia, Isole Far Oer e Islanda. Si tratta del nuovo record mondiale di traversata in solitario.

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