Che fine ha fatto il consiglio comunale? Stop alle sedute da settimane. Domani la capigruppo sulla sfiducia alla Montagnino

Situazione ingarbugliata al consiglio comunale di Caltanissetta dove un nutrito gruppo di consiglieri di opposizione, primo firmatario Calogero Adornetto capogruppo di Forza Italia, ha chiesto alla presidente Leyla Montagnino di convocare una seduta del civico consesso per discutere della sfiducia alla stessa presidente.

Non una mozione di sfiducia, che non è prevista né dalla legge né dal regolamento, ma una discussione innanzitutto politica che potrebbe eventualmente sfociare in una richiesta di revoca del mandato, ai sensi del regolamento e  della circolare dell’allora assessore alle autonomie locali, Caterina Chinnici.

Una circolare del 2012 in cui venivano esplicate le novità introdotte dalla legge elettorale regionale n. 6 del 5 aprile 2011 per i comuni che introduce l’istituto della mozione di revoca del presidente del consiglio.

Una mozione che dev’essere votata in consiglio dai 2/3 dei consiglieri, quindi almeno 20 ma che non prevede, a differenza della sfiducia al sindaco, un numero minimo di 12 consiglieri per presentarla.

L’obiettivo delle opposizioni, va detto, è quello di arrivare comunque ad una discussione politica in consiglio comunale, per far emergere le spaccature di una maggioranza ormai sfilacciata. Una vera e propria mozione di revoca del presidente del consiglio difficilmente avrebbe i numeri per passare, ammesso che se ne ravvisino le motivazioni. La conferenza dei capigruppo consiliari che era stata convocata per lunedì mattina è stata rinviata a mercoledì mattina alle 10.

Intanto da diverse settimane il consiglio comunale non si riunisce, nonostante vi siano dossier caldissimi. Uno ad esempio riguarda il regolamento dei beni confiscati alla mafia in attesa del quale il Comune non procede all’assegnazione di beni che rischiano così di tornare all’Agenzia dei Beni confiscati. Altri punti da discutere riguardano alcuni debiti fuori bilancio i cui interessi maturano con il trascorrere del tempo. Per finire con l’imminente scadenza dei termini per l’approvazione del bilancio di previsione, anche se la data del 31 maggio sarà certamente prorogata.

Dopo la revoca della convocazione della seduta del consiglio comunale del 21 aprile scorso, per un difetto di forma nella convocazione, non c’è stata più alcuna convocazione a causa dell’ostruzionismo delle opposizioni che fanno mancare il numero legale. Ma il presidente del consiglio avrebbe comunque l’autorità di convocare le sedute.

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