Finale di Champions League. Grazie Niki Lauda, ci hai dato una lezione di sportività

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Desideriamo prendere spunto dalla bella doppietta della Ferrari a Montecarlo, con Vettel sul gradino più alto del podio e Raikkonen al secondo posto, tralasciando i dettagli dell’atteggiamento poco sportivo di Raikkonen che, a fine gara, non ha mosso un muscolo della faccia e non ha nemmeno degnato di uno sguardo il suo compagno di squadra, vincitore della gara, colpevole soltanto di avere scelto, con il suo ing. di pista, una strategia vincente.

Niki Lauda, ex pilota Ferrari
Niki Lauda, ex pilota Ferrari

Ma arriviamo al dunque: un giornalista televisivo, dopo la premiazione ha intervistato il mai dimenticato Niki Lauda, ex pilota Ferrari, tre volte campione del mondo e oggi presidente non esecutivo della Mercedes le cui vetture si sono classificate al 4° e 7° posto.

Bene, il pilota austriaco ha dato a tutti un’indimenticabile lezione di sportività, dicendo che la Ferrari, piloti e squadra, erano stati perfetti e togliendosi materialmente il berretto dopo aver fatto un inchino.

Come sarebbe bello se l’atteggiamento di Niki Lauda venisse imitato nel calcio. Ed è proprio questo il tasto che chi scrive desidera toccare, nel rispetto di tutti e senza parteggiare per nessuna squadra  anche perchè non è un tifoso di calcio e, a malapena, alla fine della giornata calcistica, guarda il televideo al solo scopo di sapere come evolvono gli inseguimenti. Punto.

Purtroppo si leggono sui social diatribe e considerazioni, a volte anche pesanti, sulle capacità di una squadra e, di conseguenza,  sui “limiti” della  squadra avversaria. Si è arrivati anche, a cancellare o a bloccare un “amico” di facebook perché i commenti avevano assunto un tono grottesco e non avevano per nulla il sapore della sportività.

JuventusIl 3 giugno prossimo, come gli appassionati sanno, si giocherà a Cardiff, nel Galles, l’attesissima  finale di Champions League. in campo, contro il Real Madrid, si schiererà la Juventus che, piaccia o no, oltre a vincere lo scudetto per la sesta volta consecutiva, ha vinto la Coppa Italia e ora ambisce a vincere anche la Champions. Dov’è il reato? Qualsiasi squadra che avesse l’opportunità di arrivare in finale, una finale così prestigiosa, nutrirebbe le medesime ambizioni. Non è bello leggere commenti volti a sminuire il valore di una squadra, quale che essa sia. A volte c’è un po’ di fortuna? Certo. A volte c’è un errore dell’arbitro? Certo, ci può stare. Ma sempre, no! Vincere la stragrande maggioranza delle partite non avviene per caso.

Aggiunge, chi scrive, che medesime considerazioni farebbe se al posto della Juventus si trovasse l’Inter o il Milan o La Roma o la Lazio e chiede scusa se lascia questo elenco incompleto. L’importante è che si sia compreso lo spirito.

A motivare queste note c’è un fatto ben preciso: il 3 giugno contro il Real Madrid, la Juve non giocherà egoisticamente solo per sé stessa. Dal

La coppa di Champion League
La coppa di Champion League

momento che  rappresenta l’Italia, giocherà per tutti noi e così come siamo capaci durante i mondiali di andare a comprare la bandiera da esporre al balcone, facciamolo idealmente anche in quest’occasione. E, soprattutto,  fatelo voi tifosi delle squadre avversarie della Juve.

Cerchiamo di imparare qualcosa dalle dichiarazioni di Niki Lauda perché il calcio potrebbe essere davvero lo sport più bello del mondo, se non fosse inquinato, a volte, da un tifo eccessivo.  L’anno prossimo potrebbe toccare a  voi e quindi, rispettiamoci tutti. È più bello così.

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