Fiera di San Michele, ci sfuggono le novità annunciate

3835

Quando il 6 settembre scorso, durante una conferenza stampa indetta per parlare del Settembre Nisseno, l’Assessore Giovanni Guarino assicurò che la Fiera di San Michele sarebbe stata caratterizzata da tante novità , abbiamo tutti lasciato la nostra fantasia libera di indovinare con quali novità avremmo trascorso la festività del Santo Patrono.

Ci voleva – ci siamo detti –  e che diamine può essere mai che dobbiamo sempre vedere soltanto piatti, palloncini, panini con salsiccia e cipolle, mutande, coltelli e torroncini? Le ipotesi erano tante al punto che azzardare delle scommesse sarebbe stato davvero rischioso.

Ora che siamo giunti “alla fine della Fiera”, domenica 30 settembre, abbiamo voluto approfittare della bella giornata di sole, quasi estiva, per andare a curiosare tra le novità annunciate ma non specificate.

 Intanto gli stand sono disposti in modo alternato tra la corsia a scendere e quella a salire per motivi di sicurezza e per consentire  l’intervento di eventuali mezzi di soccorso. Giustissimo. Quindi dalla via Senatore D’Antona sino al monumento ai Caduti si scende a destra mentre, a salire, il viale si percorre lato villa Amedeo.

Siamo andati subito a vedere i prodotti  “dell’artigianato hobbystico e creativo, sistemati dietro il monumento di viale Regina Margherita”: niente. Soltanto, sul lato destro, e poi basta,  un tappeto su cui erano esposti oggetti di fattura etnica. Abbiamo detto “vabbè questo è saltato, ci saranno stati dei buoni motivi, andiamo avanti.

E così cominciamo la risalita del viale cercando di scoprire le “novità” e, in effetti,  qualcuna l’abbiamo vista: un pigiama di caldo cotone prezzato, invece del classico € 9,99 – udite udite – € 9,98.  Altra novità di quest’anno davanti le numerose paninerie, per la verità organizzatissime, ci sono le panche su cui gli affamati  visitatori della Fiera potranno sedere per gustare deliziosi panini con wurstel e cipolle. Le altre novità ci sono sfuggite. Anzi, una novità vera l’abbiamo vista all’interno della villa Amedeo dove  si sarebbe dovuto realizzare un parco con cibo di strada e piccole attrazioni a cura  dalla Feninmpresa.  Invece abbiamo visto soltanto alcuni stand di un’Associazione di artigiani che esponevano oggetti prodotti dalle loro mani, frutto di fantasia, buon gusto e originalità.

oggetti di artigianato all’interno di Villa Amedeo

Poi tutto una sagra del “già visto”. Tutto, o quasi tutto, facilmente reperibile tra il mercatino del sabato, i negozi dei Cinesi e i vari negozi di articoli per la casa, esistenti in città, che vendono davvero a buon prezzo.

“Noi stiamo facendo di tutto – aveva detto Giovanni Guarino in conferenza stampa – affinché questa fiera, che mi era stata segnalata come una semplice replica del mercatino, possa piano piano migliorarsi e che questi miglioramenti possano concretizzarsi anche negli anni a venire”.

Ci scuserà l’Assessore Guarino se ci sono sfuggiti novità e miglioramenti che, probabilmente, non siamo stati in grado di valutare e apprezzare.

Commenta su Facebook