Fiamme davanti comitato elettorale a Gela. Esclusa pista mafiosa

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aggiornamento – Gli agenti del commissariato di Gela, sarebbero sulle tracce di una alcuni ragazzi, di 16- 17 anni che potrebbero essere gli autori del principio d’incendio verificatosi a Gela, in Corso Salvatore Aldisio, davanti alla sede del comitato elettorale di Antonio Torrenti, un esponente de ‘ Il Megafono’ .
Gli inquirenti escludono la pista mafiosa e ritengono invece che possa trattarsi di una bravata. E’ quanto emergerebbe dalle immagini del sistema di videosorveglianza collocato nella zona in cui si è verificato l’episodio, che avrebbe immortalato la presenza di due giovani che accendono il fuoco, raggiunti poi da altri ragazzi. Una volta appiccato l’incendio, il gruppetto si vede allontanarsi dal luogo del rogo.
A Gela, la campagna elettorale per le amministrative del 31 maggio è stata turbata da un incendio di probabile natura dolosa, che ha danneggiato il marciapiede antistante il comitato elettorale di un esponente della lista de “Il Megafono”, Antonio Torrenti, candidato al consiglio comunale, che si richiama al leader del movimento, il governatore Rosario Crocetta.
L’episodio è accaduto intorno alla mezzanotte nel centralissimo corso Salvatore Aldisio, quasi all’incrocio con via Nicolò Paci. La polizia sta indagando per identificare gli autori del gesto e per accertare se l’obiettivo dei piromani fosse veramente il comitato elettorale. Secondo i vigili del fuoco, intervenuti sul posto, qualcuno avrebbe versato e dato alle fiamme una quantità imprecisata di alcol. Il comitato elettorale non ha subito danni. Tuttavia, i pompieri avrebbero invitato il candidato a spostare altrove i pacchi di fac-simile e di manifesti che si trovavano nel locale. Le prossime elezioni vedono in lizza, a Gela, 11 candidati a sindaco e ben 600 in corsa per i 30 posti del consiglio comunale.

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