“Festività delle minoranze nelle scuole nissene”. La proposta di Nissetnica al Sindaco

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Festività delle minoranze nelle scuole della città di  Caltanissetta. E’ il titolo della lettera che l’associazione Nissetnica insieme ai Musulmani Italiani-Caltanissetta hanno scritto al sindaco Giovanni Ruvolo.

“Dopo numerose segnalazioni ricevute da tanti italiani e da tanti  cittadini immigrati, abbiamo deciso di riportare il pensiero della
comunità musulmana nissena circa la questione delle festività delle  minoranze religiose nelle scuole di Caltanissetta”, spiega ala nota.

“Caltanissetta è diventata una città multiculturale. La popolazione  straniera aumenta ogni anno. Le scuole nissene accolgono un numero sempre maggiore di bambini provenienti da diverse parti del mondo, il che arricchisce la realtà scolastica quotidiana del nostro territorio. Non c’è luogo migliore della scuola per dare testimonianza di valori quali integrazione, pace, rispetto dei diritti; la scuola è il luogo dove ogni giorno si incontrano ragazzi di diversi paesi, religioni, tradizioni, per ricevere quelle che saranno le fondamenta sulle quali le giovani generazioni edificheranno il loro futuro: l’educazione e la cultura”.

“Uno dei compiti dell’educazione – prosegue la lettera – è quello di insegnare la cultura della diversità: al giorno d’oggi non si può parlare di pedagogia se non riferendoci ad una pedagogia interculturale. L’Italia è un paese laico. L’articolo 19 della Costituzione Italiana sancisce la libertà di culto e pari dignità a tutte le confessioni religiose. Affrontare in classe il tema del pluralismo religioso offre la  possibilità di sviluppare la cultura della differenza, dell’interazione e dell’integrazione, in un contesto di società multiculturale, ed è utile al fine di stimolare negli studenti uno spirito critico attraverso cui esprimere la propria opinione su qualcosa di precedentemente  ignorato, come sono le culture e le religioni differenti da quella di appartenenza.
Per esempio, insegnando ai giovani ad adottare il punto di vista degli altri gruppi etnici e religiosi, si può evitare quella mancanza di  comprensione che porta all’odio e alla violenza tra adulti”. 
“L’insegnamento della storia delle religioni e dei costumi può servire come un utile punto di riferimento per il comportamento futuro”.
Nelle nostre scuole, purtroppo, religioni e tradizioni diverse da quelle  tipicamente italiane non vengono prese in considerazione.
Il dovere dell’istituzione scolastica è di garantire uguaglianza e pari dignità a ogni alunno affinché non si senta escluso e discriminato. Insieme alle festività tradizionali italiane, riteniamo sia giusto dedicare spazio anche alle festività religiose non cattoliche a cui appartiene un numero sempre crescente di alunni presenti nelle nostre  scuole.
L’Islam è la seconda religione d’Italia, di conseguenza la maggior parte  degli alunni non cattolici è di religione musulmana. L’appartenenza religiosa rimane un fattore identitario di primaria  importanza anche in una società laica e plurale. La pluralità religiosa ha un effetto benefico perché arricchisce la domanda religiosa e pone problemi di confronto, di convivenza, di superamento di concezioni ingenuamente identitarie (cuius regio eius et religio) .
A volte si assume la “propria” religione come fattore identitario, indipendentemente dalla fede e dall’adesione interiore, per combattere i portatori di religioni diverse. Questa forma di relativismo, di cui è forma anche l’assolutismo strumentale, ha effetti negativi anche sulla morale, in particolare nella scuola pubblica. La scuola non può né deve ignorare i fatti e i valori religiosi, ma deve affrontarli in termini di conoscenza e di riflessione critica, onesta e non pregiudizialmente  ostile o apologetica; non in termini di catechesi volta a produrre  consenso, o, peggio, di indottrinamento e di proselitismo.
Nel Regno Unito, ad esempio, si organizzano seminari, incontri,spettacoli e giornate dedicate alle festività delle “minoranze”
religiose ed etniche presenti nel paese.
Il sindaco di New York, Bill de Blasio, quest’anno ha deciso di inserire  nel calendario scolastico delle scuole della città due festività  musulmane , insieme al Natale , alla Pasqua e allo Yom Kippur, in nome del principio dell’uguaglianza.
L’Italia, culla della libertà e della cultura, è ormai un paese multiculturale e pluriconfessionale, e pertanto la scuola ha un ruolo  fondamentale nell’educazione e nella formazione dei cittadini di domani  che, a prescindere da religione e terra d’ origine, hanno pari diritti e  doveri.
Auspichiamo che il futuro delle nostre scuole, soprattutto in un  territorio come quello nisseno, diventi sempre più multiculturale e  aperto alla diversità. “

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