Fava si ritira dalla corsa alla Presidenza. Borsellino rinuncia. Via libera alla Marano

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Claudio FavaOre drammatiche, concitate, di indescrivibile tensione quelle vissute nel quartiere generale di IDV a Palermo, che ha ospitato da ieri sera, per tutta la notte e fino a tarda mattinata, un vertice fiume del polo di sinistra che sosteneva la candidatura di Claudio Fava alla Presidenza della Regione.

Impotente di fronte ad un errore del suo stesso staff, Fava, non può più parlare di “golpe” . L’errore è suo, loro, un errore macroscopico, inaspettato. Per concorrere alla poltrona di Presidente bisognava essere residenti in Sicilia almeno 45 giorni prima del 28 ottobre e Fava ha presentato richiesta soltanto il 18 settembre, 5 giorni dopo.

Un cavillo si dirà, ma le regole non sono cavilli, perchè sono da tutti conoscibili e conosciute prima, molto prima.

Così Fava ha rinunciato, ha fatto un passo indietro. Al suo posto, dopo interminabili trattative, ha deciso di correre Giovanna Marano, ex Fiom Cgil Sicilia. Non la Borsellino che ha telefonato dopo ore di riflessione abdicando, non Fabio Giambrone che ha rinunciato.

Finisce male, quindi, l’avventura di Claudio Fava che aveva deciso di sfidare il Partito Democratico “reo” di essersi alleato con l’Udc e l’errore potrebbe costar caro anche ai partiti che lo sostenevano, oggi orfani dell’uomo di punta, vedono in Crocetta il fantasma che sta materializzando i loro  timori, ovvero una fuga dell’elettorato.

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