Fase 2, da lunedì riaprono negozi, parrucchieri e ristoranti. Ma ancora mancano le linee guida

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In conferenza Stato-Regioni il presidente del Consiglio Giuseppe Conte ha dato il via libera ad aperture regionalizzate in aree con contagi bassi, prevedendo la possibilità di intervento di Roma in caso di incremento dei positivi da coronavirus. In pratica le linee guida saranno stabilite a livello centrale mentre le Regioni potranno decidere sulle riaperture.

Da lunedì in Sicilia riapriranno quindi bar, ristoranti, parrucchieri e negozi, come confermato da Palazzo d’Orleans. Il governatore Nello Musumeci entro giovedì firmerà un’ordinanza per consentire le aperture. All’incontro erano presenti anche i ministri Roberto Speranza e Francesco Boccia. Rimane il tema delle linee guida. Ad oggi non ci sono e dovrebbero essere emanate nelle prossime ore; comporteranno interventi da parte degli operatori commerciali per adeguarsi alle prescrizioni ma dovranno averne il tempo visto che si tratta di pochi giorni. Prescrizioni, indicazioni e linee guida che la Sicilia potrebbe attingere dal documento elaborato dal comitato tecnico scientifico regionale in assenza di un documento emanato da Roma.
“Inizia la fase della responsabilità per le Regioni” ha ribadito ai governatori il ministro per le Autonomie Francesco Boccia. “Se i contagi andranno giù, potranno riaprire anche altre cose, se i contagi saliranno su, dovranno restringere” ha poi ribadito.

Musumeci dal canto suo si è fatto portavoce delle necessità dei commercianti al dettaglio, di bar e ristoranti e dei parrucchieri chiedendo l’urgente riapertura dei negozi e dei saloni. In ambito turistico, invece, ha chiesto di immaginare misure ragionevoli soprattutto per gli stabilimenti balneari ed ha auspicato che i protocolli di sicurezza siano resi noti già nelle prossime ore.

Sulla mobilità interregionale, infine, il presidente della Regione ha espresso la volontà di mantenere fino al prossimo 31 maggio la chiusura degli accessi all’Isola, “a parte per gli aventi diritto e per i casi particolari”.

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