Nell’intervista di questa settimana, ha risposto alle nostre domande il Presidente dell’Associazione culturale “Luigi Sturzo”, Stefano Vitello. Impegnato nel laicato cattolico organizzato, Vitello è stato recentemente eletto dalla Conferenza Episcopale Siciliana, Segretario della Consulta Regionale delle Aggregazioni Laicali. 

Sorta da qualche anno nel territorio nisseno, l’Associazione culturale “Luigi Sturzo” opera sul versante della formazione e della riflessione politica. Nello specifico, quali sono le vostre finalità associative?

L’Associazione fa riferimento all’universo valoriale rappresentato dalla Costituzione italiana e dall’ispirazione cristiana, approfonditi alla luce del pensiero sturziano. Ci prefiggiamo di essere coscienza critica e fermento culturale nei vari ambiti. Cerchiamo di operare con modalità inclusiva rifuggendo da atteggiamenti separatori e integralistici ideologicamente generati. L’Associazione, che è indipendente da ogni partito, si propone anche in collaborazione con aggregazioni, enti e soggetti privati aventi finalità simili – attraverso attività di natura culturale, sociale e politica – di diffondere nel contesto territoriale i principi ispiratori fondativi declinandoli in termini laici con autonomia di giudizio e di scelta.

Da alcuni anni siete attivi tramite percorsi indirizzati alla promozione sociale, culturale e politica della nostra comunità. Potresti presentare le vostre attività più significative?

 

Abbiamo proceduto lungo tre direttive: quella di carattere culturale tramite una serie di incontri a cadenza mensile sulla figura di Luigi Sturzo abbinandola alle problematiche dell’attualità; quella di carattere politico attraverso una serie di convegni sul decalogo del buon politico legati ad un pubblico confronto tra gli ultimi quattro sindaci di Caltanissetta sulle prospettive della città e alle prospettive future del cattolicesimo democratico; una di carattere sociale tramite incontri che hanno visto la partecipazione di diversi operatori sociali ed economici al fine di approfondire lo studio della dispersione scolastica e di generare proposte di sviluppo economico nel territorio.

Come si declinerà nei prossimi anni l’impegno dell’Associazione “Luigi Sturzo”?

Siamo consapevoli del profondo deficit culturale ed etico esistente nella società. Deficit che determina rancore sociale, conflittualità, disorientamento, allergia alle regole democratiche, ricorso alle scorciatoie tornacontiste. Anche la politica sembra subire un pericoloso processo involutivo nella sua capacità di cogliere, interpretare, coordinare le istanze e i bisogni della società, poco incline – per debolezza, incapacità, affarismo – ad orientare il tutto verso il bene collettivo. Pertanto, l’impegno nei prossimi anni sarà sempre prodigato a sollecitare la crescita di una coscienza critica e civica rispettosa dei dettami costituzionali e dei sani principi etici per alimentare il convinto interesse verso una politica rinnovata nei metodi e nei contenuti, impegnandoci a sostegno della promozione di nuovi soggetti, preparati ed onesti, che possano innestarsi nel vecchio ceppo dell’attività politica per far sorgere nuovi vivificanti rami. La concezione solidaristica e personalistica è il fondamento della convivenza civile e il criterio regolativo e di fondazione della politica. È questa concezione che ispira, guida ed orienta il sano esercizio politico, facendolo divenire un’arte nobile e preziosa per lo sviluppo integrale.

Dal vostro osservatorio si può notare come Caltanissetta sia una città ricca tanto di risorse positive operanti in vari settori quanto di emergenze più o meno conosciute. Secondo te, la politica locale su quali temi dovrebbe concentrare maggiormente la sua attenzione?

La politica locale dovrebbe impegnarsi qui ed ora ad elaborare un progetto ambizioso, di largo respiro, attorno al quale far convergere con sano pragmatismo tutte le energie positive del territorio, partendo dalle problematiche esistenziali più pressanti come lo sviluppo economico-sociale, la vivibilità e la qualità dei servizi, il sostegno alle famiglie e ai giovani, la legalità, la partecipazione politica, la ricerca del bene comune, la sicurezza e l’integrazione.

Come associazione manifestiamo la disponibilità a cooperare con ogni uomo di buona volontà che a questo progetto vuol dare forma e consistenza. Il metodo è quello della modalità inclusiva che permette il rispetto della propria specificità identitaria nel confronto dialettico. Per naturale affinità d’intenti, l’Associazione rivolge particolare attenzione alla componente cristiana della società, incoraggiando coloro che sentono la vocazione alla carità attraverso il servizio politico ad   impegnarsi nella elaborazione di tale progetto e ad essere coraggiosi custodi e garanti di una politica al servizio di ogni uomo, prossima ai meno abbienti e ai deboli.

Per noi, risultano sempre vibranti e attuali le parole del cardinale Bagnasco pronunciate in una delle sue prolusioni da presidente della Conferenza episcopale italiana: «Vorrei che questa stagione contribuisse a far sorgere una generazione nuova di italiani e di cattolici che […] sentono la cosa pubblica come importante ed alta […] e per essa sono disposti a dare il meglio dei loro pensieri, dei loro progetti, dei loro giorni». Insomma, cerchiamo di essere credenti che avvertono davanti a Dio la responsabilità dell’agire politico.

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