Famiglie sgomberate a Sant'Anna, la frana avanza. Promesse non mantenute e lavori fatti male

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Hanno trascorso la prima notte in albergo le sedici famiglie sgomberate dalle proprie case di via Sant’Anna, nell’omonima montagna che sovrasta Caltanissetta dove una frana è attiva e provoca smottamenti con cadenza regolare ogni 15 minuti.
Frana Sant'AnnaE’ franato il costone che sovrasta le case. Lo stesso che era stato messo in sicurezza dopo la frana di gennaio 2009 con lavori che oggi appaiono non a regola d’arte. La rete di contenimento è ceduta come pasta frolla. “Era ancorata a dei tiranti che affondavano sulla sabbia”, ci viene spiegato. Così come la strada di accesso. Anch’essa oggetto di lavori di riparazione nell’ambito di un appalto da 180 mila euro. La strada è friabile come un cracker, distrutta, con crepe larghe un metro e mezzo e voragini.
Hanno trascorso la prima notte all’hotel Ventura grazie all’impegno del Sindaco Giovanni Ruvolo e degli assessori Amedeo Falci e Pietro Cavaleri e del comandante della Municipale Maurizio Parisi, che fino a ieri notte hanno dialogato e lavorato insieme ai residenti, ospitati nella sala riunioni del corpo di Polizia Municipale, per trovare una sistemazione consona alle tante famiglie con bambini e ragazzi adolescenti.
Solo la presenza di un interlocutore istituzionale ha evitato che la rabbia si trasformasse in disperazione e le famiglie con una compostezza ammirevole hanno infine accettato l’unica soluzione possibile. La stessa scena del 2009 che si ripete dopo sei anni senza che nessuno abbia fatto nulla. IMG_9266
La domanda che ieri notte tutti si ponevano è come sia possibile che i lavori eseguiti da una ditta di Caltanissetta non abbiano prodotto alcuni risultato e che la frana abbia travolto reti metalliche, muri di contenimento e strade.
Ma soprattutto gli interrogativi sono rivolti a quelle vane promesse, alle passerelle di politici che vennero a visitare la collina, diedero sentenze e se ne andarono senza che nessuno ne ricordi oggi una traccia concreta del passaggio.
IMG_9262Alla promessa fatta dalla giunta Campisi a marzo scorso quando  in una conferenza stampa si annunciò il finanziamento di 4 milioni di euro per il consolidamento del costone della montagna più pericolosa a Caltanissetta. I lavori dovevano iniziare entro l’estate 2014 ed entro dicembre 2015 dovevano essere conclusi. “E’ la prima volta che si interviene prima dell’evento calamitoso”, venne detto. Un eufemismo a giudicare dai risultati. Se fossero finiti a dicembre i lavori, oggi le case non sarebbero sgomberate. Oggi le famiglie residenti IMG_9265non avrebbero l’atroce dubbio che ci potrebbero volere mesi o settimane prima di poter rientrare.
I lavori sono stati aggiudicati dal Genio Civile di Enna ma non si capisce perché non siano partiti. Si è saputo che entro l’estate dovrebbero iniziare con più di un anno di ritardo rispetto alla tabella di marcia.
Il sindaco Ruvolo e l’assessore Falci insieme all’ufficio tecnico e alla Polizia Municipale stanno studiando le soluzioni per ridurre al minimo i tempi di attesa delle famiglie. Il primo problema è la strada di accesso, completamente franata. Si sta studiando un by-pass da via Antenna in una strada di pertinenza della RAI, che dovrebbe concedere il passaggio. IMG_9261
Poi c’è la frana, che non si arresta, una “lastra” enorme che continua a scivolare producendo boati paurosi. Il fango che lambisce le case e quel ricordo delle inutili passerelle, come quando venne Bertolaso e tutti applaudimmo al miracolo.
“Riviviamo l’incubo del gennaio 2009 quando siamo stati sfrattati – spiega uno dei residenti Giovanni Gambino, che è un Ispettore di Polizia – lo stiamo rivivendo perché dopo la riunione della commissione tecnica ci hanno nuovamente sfrattati. Dobbiamo ringraziare il sindaco perché ci sta mettendo la faccia ed è stato con noi. Dobbiamo vedere i tempi necessari per mettere in sicurezza la montagna che non crediamo siano brevi. Chiediamo che le istituzioni questa volta non ci prendano in giro come avvenuto anni fa, ricordate quando è venuto Bertolaso? Abbiamo appena saputo tramite un ingegnere di Enna che i lavori sono stati appaltati. A questo punto devono darsi una mossa”.

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