Falso nutrizionista prescriveva diete per i pazienti: 40enne arrestato dai carabinieri

800

Nella palestra in cui lavorava aveva esibito anche una copia del certificato di laurea che ne attestava la qualifica di medico nutrizionista, ma in realtà la laurea era falsa ed il certificato contraffatto. E’ successo a Niscemi dove un’indagine dei Nas carabinieri di Ragusa coordinata dalla Procura di Gela, ha portato all’arrestato del falso medico, eseguendo una ordinanza cautelare. Arresti domiciliari sono scattati per un quarantenne (G.G. le sue iniziali) residente a Niscemi, ritenuto responsabile dell’esercizio abusivo della professione medica e di biologo nutrizionista, falso e truffa nei confronti di almeno 40 ignari pazienti. L’indagine, condotta dal Nucleo Antisofisticazioni e Sanità di Ragusa, è stata avviata proprio dopo una serie di controlli eseguiti presso palestre del comprensorio dove il sedicente nutrizionista esercitava la sua attività abusiva. Il “diploma di laurea in scienze della nutrizione umana” rilasciato il 14 febbraio 2017 dall’UNIPSI (Università popolare di scienze della salute, psicologiche e sociali di Torino) era falso. Le prescrizioni di piani di nutrizione erano rilasciati dietro corresponsione di cospicue somme di denaro. L’ascolto dei clienti ha consentito di accertare come il quarantenne si presentasse a tutti gli effetti come un medico o un nutrizionista, con il camice, la laurea ben in vista nel proprio studio o prestando la propria opera presso una palestra di Gela, con ciò inducendo i clienti/pazienti in un errore ancora più grave in ordine alla sua professionalità. Richiedeva ed esaminava analisi cliniche dei propri pazienti, al fine di stilare programmi alimentari, pur essendo tale attività di esclusiva competenza medica. Secondo la Procura ha tenuto le proprie condotte anche nei confronti di pazienti con gravi malattie, che avrebbero richiesti piani alimentari ad hoc. Alcuni dei pazienti hanno accusato anche problemi di salute dopo aver iniziato a seguire i piani alimentari dell’indagato. Il Giudice per le indagini preliminari ha condiviso l’impostazione della Procura della Repubblica secondo cui le condotte di esercizio abusivo della professione e di truffa aggravata sono particolarmente gravi poiché non è stato leso solo l’interesse economico delle vittime, che credevano di rapportarsi con un professionista preparato e abilitato alla professione, ma, soprattutto, poiché è stata messa a repentaglio la salute di tutte le persone che si sono rivolte all’indagato per essere seguite sul piano alimentare.

Commenta su Facebook