Facoltà rumena di medicina a Enna. Il PD nisseno: “questa storia supera la soglia di decenza”

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“Laurea di Medicina ad Enna: si alla qualificazione dei percorsi, no agli azzardi pericolosi e dannosi”, è l’incipit della nota della segreteria comunale del Partito Democratico di Caltanissetta, sulla nota vicenda del corso di medicina avviato ad Enna dalla fondazione Proserpina con l’università Duranea de Jos di Galati in Romania.

Ivo Cigna Segretario PD CL
Ivo Cigna Segretario PD CL

“La formazione universitaria costituisce un elemento centrale ed irrinunciabile della modernizzazione e della qualificazione del sistema nazionale e regionale. Anche in Sicilia si è avviato da anni un processo di diffusione del sistema universitario pubblico con l’intento di dare sostanza compiuta al diritto allo studio: un obiettivo della tradizione riformatrice italiana capace di rafforzare, attraverso la qualità dell’offerta formativa, il sistema formativo nazionale. Questo processo è stato a lungo inteso quale strumento di crescita della struttura sociale, culturale e produttiva. In particolare in Sicilia era necessario affrontare il tema della delocalizzazione del sistema universitario, arroccato sulle tre grandi università isolane. Le risposte sono state dapprima imperniate, anche nel contesto nazionale, sulla moltiplicazione di sedi e corsi, per poi concentrarsi, lentamente, sulla razionalizzazione delle stesse alla ricerca della qualificazione. In questa prospettiva si sono avviate forme di integrazione e di collaborazione, (ad esempio gli Atenei a Rete), che vanno rafforzate e consolidate nel tempo. Sussistono le condizioni perché il sistema universitario regionale, superate le contrapposizioni, definisca e persegua la qualificazione delle realtà universitarie garantendone il percorso in atto, improntato sulla integrazione dinamica e funzionale.enna-fondazione-proserpina-facolta-medicina-kWGB-U431208034034954yE-1224x916@Corriere-Web-Sezioni-593x443

Va fortemente contrastato il moltiplicarsi di forme asfittiche di rilascio di titoli di studio, certamente incapaci di sviluppare utilmente la crescita della comunità. In passato lo si è fatto, assai spesso con risorse pubbliche distorte dall’obiettivo dell’interesse collettivo. Un sistema di rapina che ha impoverito la Sicilia, il Mezzogiorno, l’Italia. In campo universitario occorre sapere sfuggire alla tentazione, demagogica, di vedere nel sistema di alta formazione una sorta di compensazione ad altre difficoltà.

In modo specifico, il sistema universitario si deve reggere su una dimensione regionale, improntata su interazione ed integrazione.

A Caltanissetta la formazione universitaria, nel sistema regionale, si impernia prevalentemente nell’ambito della sanità. Sono attive al riguardo sinergie con l’Ateneo di Palermo e potranno definirsi ulteriori soluzioni che vedano presenti anche altri Atenei. L’intento dovrà essere quello di costruire un sistema efficace, radicato, qualificato e qualificante, attrattivo di giovani energie, capace di garantire il diritto allo studio.

Improvvisamente si palesa che invece vi è chi ritiene di poter giocare sulle spalle degli studenti e di intere comunità, utilizzando il nome antico di Proserpina. Parliamo della vicenda della Facoltà di Medicina e Professioni sanitarie, gestita dall’Università Rumena Dunarea de Jos di Galati che, nonostante la bocciatura del Miur, si vorrebbe aprire ad Enna con inizio delle lezioni a partire dal 14 dicembre prossimo. Questa storia supera, e di molto, la soglia della decenza e va contrastata con determinazione affinché non passi il messaggio devastante che furbizie e sotterfugi possano alfine prevalere nel silenzio imbarazzato delle istituzioni. La formazione, specie quella universitaria, costituisce un processo nel quale sono investite, direttamente o indirettamente, risorse pubbliche, oltre a quelle delle famiglie coinvolte. Non si deve consentire che si offra una risposta illusoria a quanti non sono riusciti, in prima battuta, a superare le forme di selezione, previste dal sistema del numero programmato degli accessi alla Facoltà di Medicina ed alle Professioni sanitarie, tuttora vigente. Si sta offrendo a tanti giovani di investire il proprio futuro, oltre che ingenti risorse, su un percorso formativo che viene ritenuto dal Ministero dell’Università non provvisto dei necessari requisiti di legalità: un azzardo pericoloso e dannoso.

Per queste ragioni il Partito Democratico di Caltanissetta chiede che la Regione Siciliana, l’Assessorato Regionale alla Salute e l’Assessorato all’Istruzione facciano immediatamente chiarezza sull’azzardo targato “Fondazione Proserpina”, negando l’uso dei locali dell’ASP di Enna, alla luce dell’evidente mancato possesso, da parte della Fondazione di tutte le autorizzazioni ministeriali, peraltro espressamente richieste dalla Convenzione sottoscritta in sede regionale. Chiediamo altresì una chiara presa di posizione da parte dell’Amministrazione e del Consiglio Comunale, del Consorzio Universitario di Caltanissetta e di tutte le Istituzioni e le Forze Sociali del territorio contro un progetto che consideriamo profondamente pericoloso e dannoso per l’area del Centro Sicilia e per il Sistema Formativo ed Universitario Regionale.

Caltanissetta, 18 ottobre 2015

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