Fa sesso in chat poi viene ricattato: 45enne nisseno vittima del sextortion

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Quarantacinquenne vittima di sextortion, il ricatto sessuale attraverso il web. Dopo l’adescamento, l’uomo avrebbe pagato parte della somma prima di denunciare l’accaduto. Questa volta la vittima è un nisseno quarantacinquenne il quale, dopo aver accettato la richiesta di amicizia di un’avvenente straniera sul proprio profilo facebook, si è intrattenuto in video-chat con la stessa, al termine della quale si è visto chiedere la somma di duemila euro, altrimenti il contenuto video che lo ritraeva privo di vestiti sarebbe stato pubblicato su youtube e sulla propria pagina social. L’uomo, turbato e preoccupato dalla minaccia di vedere pubblicato il video, avrebbe pagato parte della somma richiesta e solo in un secondo momento avrebbe deciso di recarsi a denunciare l’accaduto. La sextortion è un fenomeno criminale diffuso nella rete internet; parte tutto da una richiesta di amicizia attraverso i social alla vittima, in genere un uomo di mezza età, da parte di giovani ragazze che, però, al termine delle conversazioni su video-chat via via più intime, chiedono il pagamento di denaro con la minaccia che se la vittima non paga la somma richiesta vedrà pubblicato il filmato sul proprio profilo facebook o sul canale youtube. Il sito del Ministero dell’Interno parla di “fenomeno criminale d’interesse sociale”. Le vittime sono generalmente persone di sesso maschile di ogni età ed estrazione sociale, che vengono spinte non solo al pagamento d’ingenti somme di denaro, ma anche, in alcuni casi, a togliersi la vita. Sono stati, infatti, registrati in Italia quattro casi di suicidio e sono oltre cinquemila le denunce presentate presso gli uffici di polizia. Questo fenomeno, come dimostrano i dati forniti dalla Polizia Postale e delle Comunicazioni, è in rapido aumento: dal 2012 al 2015 di oltre il 500%, senza considerare che molti decidono di non denunciare. Grazie, però, alle campagne di sensibilizzazione che la stessa Polizia ha messo in campo, ad esempio, con “Una vita da social”, il numero dei casi, negli ultimi anni, è in “aumento controllato”. Anche particolari strumenti, come gli “Alert” presenti sul portale del Commissariato di P.S. on line, hanno consentito di evitare ben più gravi conseguenze. Nello scorso mese di marzo la Polizia di Stato italiana, in collaborazione con quella del Marocco, ha arrestato ventitré cittadini marocchini ritenuti responsabili di aver estorto denaro a cittadini italiani con questa tecnica. L’attività di analisi di questo tipo di reato svolta dalla Polizia Postale e delle Comunicazioni, anche grazie ai contributi informativi di società di Money Transfer, ha contribuito a individuare l’organizzazione che operava dal Marocco, poiché il denaro richiesto alle vittime veniva incassato in diverse città magrebine, fornendo indicatori fondamentali per l’attività d’indagine transnazionale. A Caltanissetta non si tratta dell’unica denuncia ma diverse sono le segnalazioni giunte alle forze dell’ordine. Il fenomeno però potrebbe essere ancora più diffuso visto che, data la delicatezza dell’argomento, in molti si vergognano a denunciare.

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