Ex provincia di Caltanissetta, la Uil: “Basta con queste misure da razionamento post-bellico”

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“Dopo la paventata chiusura degli Istituti Superiori della Provincia per il distacco delle utenze a causa dei prelievi economici forzosi (emergenza per fortuna rientrata dopo la riunione con il Prefetto), le raccomandazioni a essere parsimoniosi nell’uso della luce e del riscaldamento, già ridotti al minimo indispensabile, l’eliminazione di fatto dei buoni pasto, trasformati da reali a virtuali, e la sospensione delle indennità delle Posizioni Organizzative, l’ultima azione unilaterale della governance del Libero Consorzio Comunale di Caltanissetta, guidato dalla dottoressa Panvini e diretto dal segretario generale Eugenio Alessi e dal dirigente Renato Mancuso, ha disposto – afferma il segretario generale della Uil Fpl di Caltanissetta, Massimiliano Centorbi – la chiusura di tutti gli uffici distaccati e il trasloco di tutti i dipendenti nella sede centrale di viale Regina Margherita, “invitati” a trasportare  con se nella “nuova” collocazione solo lo stretto indispensabile e gli effetti personali.

Risultato? Strade provinciali da paese del terzo mondo, mancata assistenza alle persone fragili, mancata manutenzione e conseguente decadimento delle strutture di competenza della oramai ex Provincia Regionale di Caltanissetta, chiusura degli impianti sportivi (vedi Pala Carelli) ed erogazione di servizi oramai inesistenti. Una lenta e inesorabile agonia a cui sono costretti ad assistere dipendenti “posteggiati” in attesa di non si sa cosa, e cittadini sempre più isolati e abbandonati.

La UIL FPL, oltre a nutrire forti dubbi sul merito e sull’efficacia dei tentativi di risparmio posti in essere per arginare la crisi economica dell’ex Provincia di Caltanissetta, considerando che l’energia elettrica se da un lato si riduce nei presidi periferici, dall’altro lato necessariamente aumenterà nella sede centrale (sarà interessante in tal senso conoscere alla fine dell’anno i reali risparmi ottenuti), esprime tutta la sua preoccupazione anche per il metodo utilizzato, visto che è stata messa a conoscenza dei provvedimenti datoriali sempre e solo dopo la loro adozione, in palese contrasto con le regole delle relazioni sindacali, dell’informazione preventiva obbligatoria e del confronto con le OO.SS. In pratica, effettua una massiccia mobilità di personale con disposizioni unilaterali.

Si parla di trasferimento temporaneo dei dipendenti, ma non è dato sapere con certezza per quanto questi devono rimanere “posteggiati e ammassati” nella nuova sede (se per soli due mesi o, come si apprende da altre voci, per sei mesi) senza preventivamente aprire un tavolo ufficiale con le Organizzazioni Sindacali.  Non bastano le comunicazioni informali, visto che in Italia tutto ciò che è temporaneo diviene poi definitivo.

Per queste ragioni la UIL FPL chiede all’amministrazione del Libero Consorzio, come già fatto più volte informalmente senza però ottenere risultato, una convocazione urgente nei tavoli ufficiali per affrontare congiuntamente la questione.

Agli amministratori regionali, invece, la UIL FPL chiede un colpo di reni, un cambio di passo: l’ex Provincia o si chiude o si rilancia, o si trasferiscono risorse, funzioni e lavoratori alla Regione oppure si rilanci l’Ente territoriale, perché continuare a lavorare in queste condizioni, oltre a essere un continuo sperpero di risorse umane ed economiche, è mortificante per i lavoratori che vedono calpestata quotidianamente la loro dignità”.

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